Intercettato Tir con 12 mila e 500 pezzi contraffatti. Altri 12 mila bloccati all'Esquilino. Denunciati due cinesi
( foto Power Balance falso )

ROMA - La guardia di Finanza del comando provinciale di Roma ha sequestrato, in due distinte operazioni, circa 25 mila braccialetti «Power Balance» contraffatti denunciando all'autorità giudiziaria due cittadini cinesi per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e per ricettazione. Le Fiamme Gialle del I Gruppo di Roma, in zona Prenestina hanno intercettato un Tir all'interno del quale, insieme a prodotti di abbigliamento legali, erano occultati 12.500 braccialetti della nota marca contraffatti. Un cittadino di nazionalità cinese, destinatario della merce, è stato denunciato mentre i braccialetti sono stati sequestrati.
SECONDO SEQUESTRO IN VIA TURATI - In un'altra operazione, che ha portato al rinvenimento e sequestro di bracciali «Power Balance» contraffatti, la compagnia di Fiumicino, in via Filippo Turati (zona Esquilino), ha sequestrato circa 12 mila bracciali falsi denunciando nella circostanza un cittadino cinese. La merce sequestrata in via Turati è stata rinvenuta parte all'interno di un negozio e parte nell'appartamento, di fronte al negozio, abitato dal soggetto cinese denunciato.
INDIVIDUATA FILIERA - Soddisfatto Federico Mollicone, membro della commissione Sicurezza del Comune di Roma, perchè le forze dell'ordine riescono a contrastare il traffico delle merci illegali in maniera sempre più efficace. anche «grazie al nuovo impulso dato dal sindaco Alemanno e dal Prefetto a seguito dell'incontro con i cittadini dell'Esquilino». «Quello che salta agli occhi, inoltre, è la filiera criminale che sta dietro questa attività criminale - ha dichiarato Mollicone insieme con Tozzi, capogruppo Pdl del I Municipio - Oltre a causare un grave danno economico a coloro che operano nel settore nel rispetto delle leggi e a mettere in pericolo la salute dei cittadini per i materiali impiegati quasi sempre dannosi per la salute, essa trova, a partire dalla patria della contraffazione per antonomasia, i suoi snodi e diramazioni negli aeroporti e nei porti, fino ai terminali che in questo caso erano nel cuore di Roma, all'Esquilino, e nel quartiere Prenestino. In entrambi i casi destinatari della merce contraffatta erano cittadini cinesi, che poi li distribuivano attraverso una rete di immigrati indiani, bengalesi e di nazionalità africana».
fonte : roma.corriere.it