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Indirizzi IP, classi e Subnetting

matrip classe ip

L'indirizzamento IP permette di identificare ogni host all'interno di una rete TCP/IP. Grazie all'utilizzo delle classi di indirizzi ed al subnetting è possibile organizzare e gestire in modo più efficiente il proprio network.

Un indirizzo IP, chiamato anche indirizzo logico, rappresenta un identificativo software per le interfacce di rete, esso viene utilizzato in combinazione con l'indirizzo fisico (MAC), il quale consente di determinare in modo univoco ogni interfaccia di un dispositivo di rete. Un IP Address è un numero di 32 bit suddiviso in quattro gruppi da 8 bit ciascuno, la forma con la quale viene solitamente rappresentato è detta decimale puntata (Dotted Decimal).

Essendo ogni numero rappresentato da 8 bit, può assumere un range di valori da 0 a 255. Utilizzando 32 bit per indirizzo è possibile avere 4.294.967.296 combinazioni di indirizzi differenti. In realtà esistono alcuni indirizzi particolari, di conseguenza non tutti i valori sono disponibili al fine di identificare un host nella rete.

Un esempio di Ip Address:
         Rete.         Rete.        Rete.          Host
          192.          168.              5.                2 : Rappresentazione decimale
11000000.10101000.00000101.000000010 : Rappresentazione binaria

Questo è un esempio di indirizzo (Classe C) in cui 192.168.5 identifica la rete di appartenenza dell'host 2.

INDIRIZZI SPECIALI: NETWORK, BROADCAST E LOOPBACK


Esistono alcuni particolari indirizzi di rete che non possono essere assegnati per l'identificazione di un host, tra questi abbiamo:  network e broadcast e loopback:
- Network: quando i bit dell'ottetto che rappresenta l'host hanno tutti valore 0, l'indirizzo è detto di rete o Network Address: 192.168.5.0 oppure in binario 11000000.10101000.00000101.00000000;  
- 0.0.0.0: quando tutti i bit hanno valore zero, identificano "questo host";  
- Broadcast: quando i bit del numero che rappresenta l'host hanno tutti valore 1, l'indirizzo è detto di broadcast o broadcast address, e rappresenta tutti gli host di quella rete. Inviare un pacchetto all'indirizzo 192.168.5.255 o in forma binaria 11000000.10101000.00000101.11111111 equivale a mandare un pacchetto a tutti gli host della rete 192.168.5;  
- Broadcast di rete: abbiamo questo tipo di indirizzo quando tutti i bit, sia della parte relativa all'host sia della parte relativa alla rete hanno valore 1. Inviare un pacchetto a 255.255.255.255 o in binario 11111111.11111111.11111111.11111111 significa inoltrarlo verso tutti gli host della rete corrente;  
- Loopback: è utilizzato per funzioni di test del protocollo TCP/IP, non genera traffico di rete e corrisponde all'indirizzo 127.0.0.1;

CLASSI DI INDIRIZZI
Per permettere una migliore organizzazione della rete, gli indirizzi disponibili sono stati suddivisi in classi in base alle dimensioni del network da gestire. In questo modo si verrando utilizzate le classi più adatte ad alla dimensioni della rete, con conseguente minore spreco di ip address. Sono disponibili cinque classi di indirizzi IP, di cui solo le prime tre possono essere utilizzate per assegnare indirizzi agli host.

Indirizzi di classe A
Il valore del primo ottetto è compreso tra 1 e 126 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 0*****).  
E' rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Host.Host.Host ovvero 8 bit per la identificare la rete (di cui il primo fisso) e 24 per identificare gli host. Permette di ottenere 126 reti formate da 16.774.214 host ciascuna.

Indirizzi di classe B  
Il valore del primo ottetto è compreso tra 128 e 191 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 10*****).  
E' rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Rete.Host.Host ovvero 16 bit per la identificare la rete(di cui i primi due fissi) e 16 per identificare gli host. E' possibile ottenere 16.384 reti formate da 65.534 host ciascuna.
  
Indirizzi di classe C  
Il valore del primo ottetto è compreso tra 192 e 223 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 110*****).  
E' rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Rete.Rete.Host ovvero 24 bit per la identificare la rete (di cui i primi tre fissi) e 8 per identificare gli host. E' possibile ottenere 2.097.152 reti con 254 host ciascuna.

Indirizzi di classe D
Il valore del primo ottetto è compreso tra 224 e 239 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 1110****).  
Sono indirizzi di rete riservati ai gruppi multicast e non assegnabili ai singoli host.

Indirizzi di classe E  
Il valore del primo ottetto è compreso tra 240 e 255 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 1111****).  
Sono indirizzi riservati per usi futuri.

LE SUBNET MASK
Per il corretto funzionamento di una rete, ogni host deve poter distiguere quale parte dell'indirizzo identifica l'host e quale la rete. Questo può avvenire grazie all'ausilio delle subnet mask (Maschere di sottorete). Per quanto riguarda le classi A B C standard, cioè non ulteriormente suddivise, esistono delle subnet di default:  
- Classe A: Rete.Host.Host.Host ha come subnet 255.0.0.0;  
- Classe B: Rete.Rete.Host.Host ha come subnet 255.255.0.0;  
- Classe C: Rete.Rete.Rete.Host ha come subnet 255.255.255.0;  

Il processo di messa in AND
Per determinare se il destinatario dei propri pacchetti si trova sulla propria sottorete ogni host utilizza la propria maschera di sottorete durante un processo chiamato di messa in AND (ANDing process). Questo processo consiste nel confrontare il risultato dell'operazione di AND (matematica booleana) bit a bit tra il proprio indirizzo e la propria maschera subnet mask con quello tra l'indirizzo del destinatario e la propria subnet mask.  

Avendo un Host A con IP 192.168.0.5 con subnet 255.255.255.0 che vuole inviare dei pacchetti ad un Host B 192.168.0.25 con subnet 255.255.255.0, esso deve determinare se B è sulla stessa sua sottorete:  

Host A: 192.168.0.5  
11000000.10101000.00000101.000000010 : Ip address Host A  
11111111.11111111.11111111.000000000 : Subnet mask Host A  
  
11000000.10101000.00000101.000000000 : Risultato operazione AND bit a bit  

Host B: 192.168.0.25  
11000000.10101000.00000101.000011001 : Ip address Host B  
11111111.11111111.11111111.000000000 : Subnet mask Host B  

11000000.10101000.00000101.000000000 : Risultato operazione AND bit a bit  

Il risultato è identico, quindi, i due host possono inviarsi direttamente i pacchetti in quanto sulla stessa sottorete. Qualora il processo di AND avesse evidenziato valori diversi, i due host non avrebbero potuto comunicare direttamente, ma sarebbe stato necessario un router tra di essi.

NOTAZIONI  
Esistono due principali notazioni attraverso le quali è possibile indicare un indirizzo IP:  
- Indicando espressamente la subnet mask:  
  49.22.5.3 255.0.0.0 - Classe A;  
  172.16.20.5 255.255.0.0 - Classe B;  
  192.168.15.4 255.255.255.0 - Classe C;  
- Indicando i bit che compongono la subnet mask:  
  49.22.5.3/8 - Classe A;  
  172.16.20.5/16 - Classe B;  
  192.168.15.4/24 - Classe C;  
  
SUBNETTING
L'utilizzo della classe di rete corrispondente alle dimensioni che più si avvicinano a quella che si vuole gestire a volte non è sufficiente. Può essere necessario, dover suddividere la rete in ulteriori sottoreti. Per fare questo è possibile utilizzare la tecnica del subnetting.
Il subnetting di una rete comporta diversi vantaggi:  
- Minor spreco di indirizzi: in quanto è possibile scegliere il numero di host che faranno parte della sottorete;  
- Riduzione del traffico di rete: in quanto si riduce il dominio di broadcast (broadcast domain);  
- Miglioramento delle performance della rete: in conseguenza della riduzione del traffico;  
  
Il subnetting consiste nell'utilizzare alcuni bit "presi in prestito" (borrowed) dalla parte host dell'indirizzo di rete. E' possibile procedere alla suddivisione della rete in sottoreti più piccole tramite lo scheda seguente:  
- Determinare il numero di sottoreti necessarie.  
E' necessario tenere presente che il numero di subnet che si possono creare è dato da 2^x-2 dove x è rappresentato dai bit presi in prestito dalla parte host dell'indirizzo ai quali naturalmente bisogna levare l'indirizzo di broadcast quello di rete non assegnabili. Esempio: utilizzando prendendo in prestito 4 bit, sarà possibile creare 14 sottoreti;  
- Determinare il numero di host per ogni sottorete.  
Questo valore è dato da 2^y-2 dove y è il numero di bit rimasti per la rappresentazione degli host; Esempio: se i bit rimanenti sono 6 si potranno avere sottoreti formate da 62 host l'una;  
- Determinare le subnet valide.  
Questo valore è dato da 256-z, dove 256 dove z rappresenta il valore della subnetmask. Esempio: con una subnetmask di valore 224 avremmo avuto 256-224=32. Questo valore è il valore della prima subnet valida ed è anche la base per le successive, la cui progressione sarà: 32, 64, 96, 128, 160, 192;  
- Determinare gli host validi.  
Sono rappresentati da tutti i valori compresi tra le subnet create togliendo gli indirizzi di broadcast e network;  
- Determinare degli indirizzi di broadcast e network delle subnet.  
Sono gli indirizzi in cui rispettivamente i bit della parte host sono settati a 1(broadcast) e a 0(network);

ESEMPIO SUBNETTING DI UNA RETE DI CLASSE C  
Esaminiamo il caso di una rete con IP 192.168.5.0 che da suddividere in due sottoreti.  
- Deteriminare il numero di sottoreti necessarie.  
Volendo creare 2 sottoreti è necessario utilizzare 2 bit dalla parte host in quanto 2^2-2 = 2. Avremmo quindi una subnetmask di questo tipo 255.255.255.192. E' possibile notare che in binario 192 equivale a 11000000, i primi due bit vengono utilizzati per le subnet ed i restanti 6 per gli host;  
- Determinare il numero di host per ogni sottorete.  
I bit rimasti per gli host sono 6 quindi, abbiamo 2^6-2=62 indirizzi di host validi per sottorete;  
- Determinare le subnet valide.  
Le subnet che si andranno a creare sono due con base data da 256-192=64. Questo significa che la progressione delle subnet valide sarà 64 e 128 ovvero 192.168.5.64 e 192.168.5.128.  
- Determinare gli host validi.  
Gli host validi sono rappresentati dai valori compresi tra le subnet esclusi gli indirizzi di broadcast e di network. Avremo quindi gli indirizzi da 192.168.5.65 a 192.168.5.126 per la prima subnet e 192.168.5.129 a 192.168.5.190 per la seconda;    
- Determinare gli indirizzi di broadcast e network delle subnet.  
Gli indirizzi di rete (bit della parte host settati a zero) saranno 192.168.5.64 per la prima subnet e 192.168.5.128 per la seconda, mentre gli indirizzi di broadcast (bit parte host settati a 1) saranno rispettivamente 192.168.5.127 e 192.168.5.191.

Tabella di riepilogo  
Rete di partenza: 192.168.5.0 255.255.255.0 suddivisa in due sottoreti tramite la subnet 255.255.255.192:  
Subnet 1: 192.168.5.64 in binario 11000000.10101000.00000101.01000000  
Primo indirizzo valido: 192.168.5.65 in binario 11000000.10101000.00000101.01000001  
Ultimo indirizzo valido: 192.168.5.126 in binario 11000000.10101000.00000101.01111110  
Broadcast: 192.168.5.127 in binario 11000000.10101000.00000101.01111111  
Subnet 2: 192.168.5.128 in binario 11000000.10101000.00000101.10000000  
Primo indirizzo valido: 192.168.5.129  in binario 11000000.10101000.00000101.10000001  
Ultimo indirizzo valido: 192.168.5.190 in binario 11000000.10101000.00000101.10111110  
Broadcast: 192.168.5.191 in binario 11000000.10101000.00000101.10111111  
  
Questo procedimento è lo stesso da applicare anche per il subnetting delle classi A e B, con la differenza di poter creare un maggior numero di subnet.

  
INDIRIZZI IP PRIVATI
Alcune classi di indirizzi, definite nella RFC 1918, vengono chiamati privati e sono utilizzati per le reti locali non connesse ad internet:  
Da 10.0.0.0.0 a 10.255.255.255.255  
Da 172.16.0.0 a 172.31.255.255  
Da 192.168.0.0 a 192.168.255.255  

Questi indirizzi non possono essere utilizzati in Internet, e sono riservati per utilizzi in reti interne. Qualora però un host all'interno di un lan si connetta ad internet il suo indirizzo verrà riscritto tramite NAT (Network Address Traslation) da un router od una macchina che fa da gateway verso Internet.

fonte : openskill.info

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Acolore.com

Acolore.com è un sito dedicato ai più piccoli. In queste pagine troverete centinaia di disegni totalmente gratuiti da colorare direttamente online. Basta scegliere tra le diverse categorie, uno tra i tanti disegni messi a disposizione ed iniziare a colorarlo utilizzando il puntatore del mouse come pennello. Terminati i lavori Acolore.com permette di salvare il disegno, pubblicarlo online, scaricarlo in formato png, inserirlo sul proprio sito o altra pagina web attraverso codice, condividerlo via email, ed infine stamparlo con un click (chi preferisce può anche stampare su carta i disegni da colorare e dipingerli realmente con matite e pennarelli). Grafica appropriata, intuitivo e gratuito. Molto carino.

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Puntatori Laser fuorilegge


Salve Mondo...

di recente, ho potuto notare, che alle feste di paese, sulle bancarelle dei venditori ambulanti stranieri, sono a disposizione di tutti articoli praticamente fuorilegge: i malefici puntatori laser.



Sorpreso di come un oggetto così pericoloso potesse finire in mano a dei bambini o a degli sprovveduti, ho voluto approfondire la cosa su internet, ed ho trovato cose interessantissime, che adesso vi andrò ad elencare...

Per prima cosa, non tutti i puntatori laser sono da considerare fuorilegge. Infatti, possono essere venduti in Europa sul libero mercato solo i puntatori con potenza inferiore o uguale ad 1mW, senza particolari restrizioni. L'unico obbligo per i venditori, è che sulla confezione siano presenti delle chiare indicazioni (in italiano) sui pericoli per la vista, e che sia presenti un adesivo indicante la classe di appartenenza del dispositivo, le indicazioni d'uso, il nome del produttore o l'importatore, con indirizzo in Italia o in Europa, il marchio ce, ed opzionalmente un estratto della certificazione ce con tutti i test di sicurezza effettuati dal produttore. Questi puntatori, rientrano nella classe 1 e 2 e non sono pericolosi per la vista, in quanto le prime due classi, riguardano laser con potenza inferiore o uguale ad 1 mW. Un po' più permissiva la legge USA, in quanto permette la vendita di puntatori laser, con potenza masima inferiore a 5mw, rientranti in classe 3a.
I laser con potenza inferiore o uguale a 1mW in teoria possono essere montati a mo' di puntatore, in quanto se accidentalmente colpiscono gli occhi di qualcuno, il riflesso di chiusura delle palpebre è sufficiente a prevenire danni da lunghe esposizioni, in quanto le palpebre si chiudono fisiologicamente in una persona sana entro 0,25 secondi quando la retina è colpita improvvisamente da una forte luce. E' ovvio, che anche quando la potenza ottica di illuminazione è rispettata, ribadisco che il puntatore di bassa potenza ( minore o uguale a 1mW) deve recare un adesivo indicante la classe di appartenenza del dispositivo (classe 1 oppure 2), le indicazioni d'uso, il nome del produttore o l'importatore, con chiaro indirizzo in Italia o in Europa, il marchio ce, ed opzionalmente un estratto della certificazione ce con tutti i test di sicurezza effettuati dal produttore

La cosa è diversa per i puntatori presenti sulle bancarelle dei venditori ambulanti, molto spesso stranieri:

- nessuna certificazione ce valida
- non è riportato sulla confezione il nome del produttore o dell'importatore italiano od europeo
- nessuna garanzia che si tratti di laser in classe 1 oppure 2 ( e quindi con potenza inferiore a 1mW), in quanto è roba spesso importata illegalmente, e priva di marchio ce o con marchio ce contraffatto
- nessuna indicazione d'uso, e/o precauzioni d'uso in lingua italiana
- oggetto venduto tranquillamente anche a soggetti minorenni, che non possono comprendere le particolari restrizioni d'uso di un oggetto del genere

Spesso i carabinieri sequestrano questa roba quando non rispetta le benchè minime norme di sicurezza e di conformità: è illegale, e pericolosa per la salute pubblica! Troppo spesso questi oggtti finiscono in mano a dei bambini, che li scambiano impropriamente per dei giocattoli!
In una classe di mezzo, giacciono i puntatori laser di classe 3a. Essi hanno potenze fra 1mW e 5mW e alcuni paesi come gli USA, ne consentono la commercializzazione, anche se con alcune limitazione d'uso. In Italia i puntatori laser di classe 3a sono sempre illegali e non si possono nè produrre nè commercializzare.
In teoria, i puntatori laser di classe 3a, e quindi con potenza compresa fra 1mW e 5mW, non dovrebbero costituire un grosso pericolo per la vista, in quanto la palpebra, chiudendosi entro 0,25 secondi, dorebbe bastare a proteggere la retina. Per questo motivo la legge USA li tollera.
Ma il Ministero della Salute italiano, ha ordinato di consentire al massimo la vendita di puntatori laser in classe 2, max 1mW. Credo comunque, che molti altri paesi europei prevedono la stessa restrizione italiana.

Un discorso a parte e molto più serio, va fatto per tutti i puntatori laser illegali con potenza superiore a 5mW, che quindi appartengono alla classe 3b o superiore. Haimè: si trovano sul mercato, principalmente su Internet, da venditori stranieri, sotto forma di "puntatori laser illegali" con potenze superiori a 5mW.
Questi laser, oltre che essere illegali per definizione, sono delle vere e proprie armi e ribadisco, sono illegalissimi! Per definizione, in base al dpr 24 luglio 1996, n. 459, un laser di alta potenza, non può essere mai e poi mai assemblato a mo' di puntatore. Sono micidiali per la vista: provocano danni permanenti alla retina, anche per esposizioni dell'occhio inferiori a 0,25 secondi (praticamente le palpebre si chiudono per riflesso in un soggetto sano non prima di 0,25 secondi) e la loro vendita è chiaramente proibita in italia dall'ORDINANZA 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998 (E' vietata, su tutto il territorio nazionale, la commercializzazione di puntatori laser o di oggetti con funzione di puntatori laser di classe pari o superiore a 3, secondo la norma CEI EN 60825), nell'Unione Europea dalla direttiva CEI EN 60825/1 e negli U.S.A dal "Chapter 21 CFR (the Code of Federal Regulations)".

In teoria i laser di questa potenza, potrebbero essere venduti solamente a professionisti, ed a industrie per scopi medici e scientifici! Mai a liberi cittadini! Hanno un mare di limitazioni, e li puo' utilizzare solo chi li usa appunto per scopi di lavoro, che peraltro deve partecipare a dei corsi di preparazione e formazione, ed in ogni caso, non possono essere mai e poi mai venduti sotto forma di puntatori laser portatili, in quanto contravvengono per definizione al d.p.r. 24 luglio 1996, n. 459, che recita esattamente:

1.5.12. Rischi dovuti a dispositivi laser
In caso di impiego di dispositivi laser va tenuto conto delle seguenti disposizioni:- i dispositivi laser montati su macchine devono esser progettati e costruiti in modo da evitare qualsiasi radiazioni involontarie;i dispositivi laser montati su macchine debbono essere protetti in modo tale che nè le radiazioni utili, nè la radiazione prodotta da riflessione o da diffusione e la radiazione secondaria possano nuocere alla salute;- i dispositivi ottici per la osservazione o la regplozione di dispositivi laser montati su macchine devono eseere tali che i raggi laser non creino alcun rischio per la salute.


In pratica, tutti i laser con potenza superiore a 5mW, e quindi appartenenti a classe 3b e 4 devono essere messi in funzione, solo se il raggio colpisce oggetti fuori dalla portata di persone, e solo se il raggio viene schermato in modo tale che non puo' accidentalmente colpire persone! Vi immaginate un puntatore laser? Che sicurezza puo' garantire? Di fatto, nessuna!
Un'altra cosa: chi importa puntatori laser di classe 3b o superiore, lo fa sempre illegalmente, e rischia alla dogana un sequestro della merce importata, anche se compra un solo pezzo. I laser di questa potenza, possono essere importati solo da industrie, da laboratori, e da enti scintifici governativi, ma mai sotto forma di puntatori. I puntatori sopra 5mW di potenza, non possono essere costruiti, ne' in Italia, ne' in Europa, nè negli USA, e probabilmente in buona parte dle mondo civile.
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Ecco una serie di Riferimenti normativi completi:

D.P.R. del 1955 n. 547; norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro.

DPR del 1956 n. 303; norme generali per l’igiene del
lavoro.

D.P.R. del 1996 n. 459; regolamento per l'attuazione
delle Direttive 89/392/CEE; regolamentazione tecnica
sulla sicurezza delle macchine.

Le principali norme di riferimento sono la norma CEI-EN 60825/1 e 1381G (Norme
operative sulla sicurezza dei sistemi laser) e la Norma CEI 76 fascicolo 3850R Anno
1998 (Guida per l’utilizzazione di apparecchi laser per laboratori si ricerca).

Più recente é la nuova Norma Europea CEI EN 60825/1, Ed. Quarta, Fascicolo CEI 6822
del Febbraio 2003 (Parte prima: classificazione delle apparecchiature, prescrizione e
guida per l’utilizzatore).

ORDINANZA 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998

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Una curiosita' che ho trovato in rete: guardate quanti sequestri sono stati fatti quest'anno nei vari paesi dell'unione europea, cliccando qui, sul sito delle finanze portoghesi, oppure qui, sul sito dell'Unione Europea

Un'altra cosa: un americano, rischia 25 anni di prigione, in quanto è stato accusato di avere utilizzato impropriamente uno di questi puntatori laser contro un aereo di linea in fase di atterraggio all'aeroporto di Teterboro il 29 Dicembre 2006.

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Alcuni indirizzi utili:

In Italia ecco l'ufficio ministeriale che si occupa della sicurezza del mercato:

Ministero dello Sviluppo Economico
Direzione Generale per l’Armonizzazione del Mercato e la Tutela dei Consumatori
Ufficio D4 - Sicurezza e Conformità dei Prodotti
Via Molise, 2
00187 Roma

ecco l'indirizzo dell'ISS che effettua determinazioni richieste dai NAS e dalla magistratura sui "puntatori laser giocattolo",oggetto di specifiche norme:

Istituto Superiore di Sanita'
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma

fonte : tekhnologhia.blogspot.com

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Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae

Un decreto del ministro dei beni culturali aggiorna ed estende - come in nessun paese europeo - il cosidetto "equo compenso". Introdotti su tutti i dispositivi dotati di memoria. Piovono soldi sulla società degli autori ed editori, aumenti in arrivo per i prodotti hi-tech

Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova "tassa", fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata. Cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.

Finora però l'equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. Adesso viene esteso a tutti i prodotti dotati di memoria. Un bel colpo, per Siae: "dall'equo compenso finora ha ricavato circa 70 milioni di euro. Dal 2010 passerà a circa 300 milioni, secondo stime di Confindustria e Assinform", dice Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di copyright e hi-tech. Prevedibile che i produttori vorranno scaricare questa tassa sui consumatori, almeno in parte, come del resto è avvenuto con Cd e Dvd.

Il decreto contiene i dettagli del compenso per ciascun prodotto. In alcuni casi, come i cellulari, c'è una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c'è una quota (in centesimi) per ogni GB. Considerato che ormai è comune trovare 250 GB di hard disk nei pc e che ne sono stati venduti 6,9 milioni nel 2008, solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni euro l'anno. Destinati a salire di molto nei prossimi anni, visto che la quantità di GB degli hard disk cresce nel tempo.
Così Altroconsumo parla di "regalo di Natale in ritardo", dal governo alla Siae. "Anche in altri Paesi europei c'è l'equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti", dice Scorza. "L'assurdo è che in Italia l'industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata. O che c'entrano solo marginalmente". È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su cd; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in dvd. "Impossibile, inoltre, usare l'hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l'equo compenso si applicherà anche a tali prodotti", continua Scorza.  

La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è prevista a giorni e subito dopo diventerà effettivo. Con buona pace di chi, come Altroconsumo e l'associazione confindustriale Asstel, si era opposto con tutte le forze al decreto, nelle scorse settimane.

fonte : repubblica.it

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Come sostituire l’audio ai video in divx

divx codec

E’ possibile in maniera non troppo impegnativa sostituire l’audio ad un video in DivX inserendo, ad esempio, una colonna sonora

    1) Scaricare VirtualDubMod
    2) Selezionare la voce Stream ed in seguito Stream List
    3)  Selezionare l’audio da cancellare e cliccare su Disable
    4) Cliccare su Add e scegliere il file mp3 archiviato sul proprio hard disk
    5) Selezionare su OK
    6) Selezionare Video ed in seguito Direct Stream Copy
    7) Selezionare File ed in seguito Save As
    8) Scegliere un nome al video e salvare
    FATTO !!

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Programma che permette di godersi un film in Blu-ray con il proprio lettore di Dvd

 Blu-ray to DVD II Pro

Programma che permette di godersi un film in Blu-ray con il proprio lettore di Dvd,
con praticamente la stessa qualità. Adesso è possibile copiare con facilità un film in blu-ray su Dvd o AVCHD con un solo click.
Il modulo del codec video SmartExpress HD incorporato e il motore di masterizzazione SmartBurn garantisce una masterizzazione veloce ed efficace.

http://www.megaupload.com/?d=TLBXW32D

PROGRAMMI UTILI
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(HJSPLIT)
LINK:
http://www.megaupload.com/?d= R4SXD1TT
NOTE:
programma HJSPLIT utile per unire e dividere le parti e ricompattare il film.

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(GUIDA HJSPLIT) in (PDF)
LINK:
http://www.megaupload.com/?d= QULQUYDJ
NOTE:
guida in PDF su come unire le parti di un film con HJSPLIT.

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(Portable Megaupload Folder Extract)
LINK:
http://www.megaupload.com/?d= XI4BR5C4
NOTE:
Ecco tutto per voi un programmino che non richiede installazione e vi permette con un semplice click d'estrarre tutti i link da una cartella di Megaupload evitandovi quindi la fastidiosa operazione di copia incolla a cui siete costretti se uno posta la cartella Folder invece dei link singoli...
Questo programma non serve per scaricare ma vi fornisce solo i link per il download...

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(REJOINLINK)
LINK:
http://www.megaupload.com/?d= 6KY0W9YF
NOTE:
programma per togliere gli spazi ai link creati da yahoo mail.

fonte : §pillo54-Club

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New York, tassista fa 400 chilometri per restituire 14.500 euro a italiana

NEW YORK - Una storia che sembra un film. E' la vicenda di Felicia Lettieri, una pensionata italiana di 72 anni. Che ha ricevuto il regalo più bello di Natale da un tassista bengalese di New York: Mukul Asaduzzamman le ha restituito il portafoglio con dentro 14.500 euro che la donna aveva dimenticato alla vigilia nella sua vettura.

Ma a rendere particolare il gesto del tassista è il fatto che il giovane è stato costretto a fare avanti e indietro tra Manhattan e la punta estrema di Long Island, Patchogue, 4 volte per un totale di 400 chilometri, prima di trovare la donna, che risiedeva da alcuni parenti. A conferma del lieto fine Asaduzzamman, 28 anni studente di Medicina di Queens, ha anche rifiutato qualsiasi ricompensa.

fonte : repubblica.it

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body scanner striptease virtuale

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Come funziona un body scanner

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">Aruba.. arubba...i soldi.. : - )

Vi volevo raccontare cosa è successo con il provider Aruba Spa, cosi forse se qualcuno ha intenzione di acquistarci un dominio ci pensa due volte .

In data 29/12/2009 ho fatto l’ordine tramite il loro sito di un dominio e ho pagato con la carta di credito. Dopo alcuni giorni visto che non mi sono visto attivare i servizi , li ho contattati e ho chiesto spiegazioni , e mi hanno comunicato che il dominio che avevo acquistato non era libero e che dovevo prenderne un altro con un altro nome,

Vabbè dico io … può succedere , forse non hanno il loro database aggiornato ….. ! Mha… !!

Chiedo quale fosse la procedura per cambiare il dominio e mi dissero che dovevo andare sul sito e fare un nuovo ordine e che dovevo mandare un fax con la richiesta di cambio di credito cioè portare il credito dal primo acquisto non andato a buon fine a quest’ultimo . Mandai il fax , come da loro richiesto aspettai altri due/tre giorni e il nulla…. !

Allora ho richiamato Aruba per chiedere spiegazioni e mi comunicarono che il fax era arrivato ma mancava allegato il mio documento d’identità. Allora gli dissi ma perché non me lo dite prima ? Andai ad un centro fax e rispedii il fax con prima pagina di nuovo la richiesta del cambio di credito e la seconda pagina del documento d’identità .

Passati altri giorni ho richiamato , dopo attese su attese al telefono , il loro call center mi comunica che non era arrivato il fax ! Allora gli dissi che io avevo tanto di ricevuta che mi confermava l'esito di ok ... allora la signorina rimasta un po senza parole mi disse :

aruba : ..no guardi è arrivata solo una pagina con la fotocopia del documento .
io : E io gli risposi bene ... !!
io : E allora , qualè il problema ?
aruba : Non sapevamo a quale pratica abbinarlo il documento !
io : e quanti Giovanni E. hanno fatto ordini in questi giorni ? non potevate risalire e vedere chi si chiamava con il mio nome e cognome negli ordini in sospeso?
aruba : tutu...tutu... ( è cascata la linea )


Oggi sono passati altri giorni , ho richiamato è sapete cosa mi hanno risposto ? Abbiamo i terminali bloccati …

Insomma dopo 11 giorni di cui 8 giorni lavorativi il risultato e che non mi è stato ancora attivato il dominio , i soldi già se li sono intascati e tra l’altro già mi hanno mandato la fattura per mail .

Vi faccio notare che non sono l’unico che si lamenta di questi disservizi , basta cercare su google e troverete tanta altra gente che per un motivo o l’altro Aruba Spa ha dato sempre problemi.

http://www.google.it/search?hl=it&a...mp;aq=f&oq=

Spero che la mia segnalazione vi sia stato in qualche modo di consiglio.

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