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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

NEVE A ROMA 12/02/2010 ORE 7:30 MATTINA

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Per non dimenticare ! Le tasse sulla benzina

Facendo 1 discorso generale si può dire che per ogni pieno da 25 euro di benzina pagate al distributore, quasi 16,5 euro vanno direttamente nelle casse dello stato, sotto forma di tasse tra accisa e Iva. Come dire cioè che quasi due-terzi della cifra pagata per ogni rifornimento completo bruciano in tasse.

 

In base all'attuale meccanismo di tassazione dei carburanti - cresce all'aumentare del prezzo al consumo: per ogni 0,051 euro di aumento del prezzo al distributore (100 lire per chi ancora non ha grande dimestichezza con la nuova moneta) lo Stato guadagna di sola Iva 0,008 euro in più al litro (oltre 16 lire).

I prezzi finali dei carburanti attualmente sono dati dal prezzo industriale a cui va aggiunta l'accisa e l'Iva al 20% sul totale delle prime due voci. 

Nonostante le punte di 1,2 toccate in alcuni distributori italiani, del prezzo pagato per un litro di verde, solo 0,419 euro sono legati all'effettivo costo del carburante: la parte rimanente, pari a 0,754 euro è riconducibile a tasse (0,56 euro il peso dell'accisa e 0,195 quello del'Iva).

Il discorso può sembrare quasi incomprensibile se non si conosce cos'è l'accisa, neanche io lo conoscevo, non posso mica sapere tutto altrimenti non sarei umano, allora ho fatto 1 altra ricerca su google per sapere cos'è l'accisa, e ho scoperto una cosa molto interessante, le accise, non più al singolare ma al plurale, sono le imposte sui carburanti, e ho trovato un sito che pubblica un articolo del 10 MARZO 2004 della ADUC ( associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori ), e attenzione, le accise sulla benzina sono :

* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; 
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; 
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966; 
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; 
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980; 
* 205 lire per la missione in Libano del 1983; 
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; 
* 39 lire (0.020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.


Ma come è possibile pagare le tasse sulla guerra in Abissinia? Ma io non sono nemmeno fascista, cosa me ne frega di pagare le tasse sulla guerra, oltretutto sono pure un pacifista convinto!

Capisco i terremoti, ma certi sono avvenuti ancora prima che nascessi io, non venitemi a dire che dopo 25 anni non si sono ripagati l'esborso per aiutare i paesi terremotati.

Ricordiamoci che Il tutto per 486 lire, cioe' 0.25 euro. Naturalmente la motivazione si e' persa perche' l'aumento e' stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia non e' cosi'. I valori riportati sono comprensivi di IVA, questo vuol dire che ad una imposta, l'accisa che in sostanza e' una tassa, si e' applicata l'IVA, cioe' una tassa sulla tassa. Da non credere !

fonte : http://www.menphis75.com/

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Suoneria Cellulare - I Gotta Feeling

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Nuova tassa su cellulari e pc

Altrconsumo si rivolge alla Commissione Ue: iniqua la nuova tassa prevista dal decreto Bondi su cellulari, pc, chiavette usb, decoder e apparati per riproduzione

tasse berlusconi

Altroconsumo fa ricorso alla Commissione europea per bloccare la nuova tassa introdotta dal decreto Bondi su cellulari, pc, chiavette usb, decoder e vari apparati elettronici provvisti di memoria. Secondo l'associazione dei consumatori, si tratta di un vero e proprio "aiuto di Stato", e quindi illecito, a favore dell'industria dell'audiovisivo e ai danni del mercato dell'innovazione tecnologica. Il governo quindi avrebbe deciso di togliere a uno per dare all'altro, alterando le logiche di una corretta concorrenza; in base a questo ragionamento Altroconsumo si è rivolto alla Commissione europea e in particolare al nuovo titolare della direzione generale Concorrenza, Joaquin Almunia.

L'Europa potrebbe decidere così di bloccare la nuova tassa, che va sotto il nome di "equo compenso" alla Siae. Il decreto l'ha esteso a un'ampia gamma di prodotti, mentre finora si applicava solo a Cd/Dvd vergini e a masterizzatori. E' in sostanza una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata. Cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare una (legittima) copia personale di cd e film acquistati. E' prevedibile che questo rincaro sarà poi trasferito dai produttori al consumatore finale.

Altroconsumo la chiama "tassa iniqua" perché il nuovo decreto la porta a livelli inauditi in Europa, sia per ammontare sia per numero di prodotti cui si applica. Compresi quelli- come i decoder o le console di videogame - che difficilmente o per niente potrebbero essere usati per memorizzare copie private di musica o film. Proteste sono giunte anche dalle associazioni di settore, da Confindustria e Assinform. "Il decreto penalizza l'innovazione e influirà sui prezzi al dettaglio", ha detto Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Anie (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche). Proteste anche da Nokia: l'amministratore delegato di Nokia Italia, Alessandro Mondini Branzi, si dice "sconcertato" dal decreto e parla di tassa "iniqua e ingiustificata".



Siae replica che l'equo compenso è comune in Europa, da anni, e che in Francia è più alto del 50 per cento rispetto all'Italia. "Lo sviluppo dell'industria degli strumenti di comunicazione e dei servizi non può essere realizzata a danno degli autori editori e produttori dei contenuti creativi dalla cui utilizzazione le industrie traggono alimento", dice Gaetano Blandini, direttore generale Siae.

"Ci sono pezzi del nostro Stato che continuano a guardare al futuro con gli occhi del passato", dice invece a Repubblica.it Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali Altroconsumo. "Chi ne fa le spese sono sicuramente i consumatori ma anche l'innovazione e lo sviluppo di un mercato equo e sostenibile dei contenuti nell'era digitale. Ci siamo rivolti alla Commissione europea perché su questioni di questo tipo non se ne viene a capo presso Autorità e Tribunali italiani".

fonte : repubblica.it

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Paranormal Activity: il trailer visto dal pubblico

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Gratta e vinci , un trucco per vincere più spesso.

gratta e vinci miliardario

Mi sono basato su alcune informazioni che ho trovato in rete su vari siti che parlavano di questo argomento .

Ho contattato un tizio che riteneva di avere una teoria per vincere più spesso e mi ha mostrato una specie di analisi statistica che mostrava la sua teoria. Non dando nessun giudizio , mi sono messo all'opera , cioè mi sono girato varie ricevitorie è ho acquistato i biglietti che mi aveva consigliato questo tizio , e effettivamente su 5 biglietti acquistati 4 erano vincenti  e  tutt'oggi funziona ancora , certo ancora non ho trovato una bella somma però mi sono ripagato di tutti i soldi che ci ho speso in passato.

Quindi non hai la certezza di vincere ma statisticamente vinci di più , quindi ho deciso di scrivere una mini guida dove condivido con altri le loro probabilità in modo da avere più dati da calcolare .

Il prodotto che vendo  è un file di word dove è mostrato un'analisi , frutto di calcoli statistici provati e riprovati nella pratica (confermati anche da diversi tabaccai).

La Vittoria è certamente legata al caso ( o fortuna) ma seguendo alcuni piccoli stratagemmi è possibile ridurre l’acquisto dei tagliandi perdenti e quindi acquistare quelli vincenti.

Quello che la guida vi mostrerà è fondamentale per riconoscere i tagliandi vincenti PRIMA DI GRATTARLI!!!

Il trucco funziona Davvero.. anche io non ci credevo, ma dopo ho visto che statisticamante se seguivo la mia teoria effettivamente vincevo  più del solito. Certo non sono diventato ricco ma ho sempre più probabilità di beccare un grattino che abbia una bella sommetta.

Ho deciso di rendere pubblica la mia teoria per condividerla , così sperimento anche con altri se effettivamente è solo un caso oppure la mia teoria è giusta.

Non assicuro nulla è solo frutto di una teoria .

Se siete interessati potete scrivere una mail all'indirizzo : xxxxxxxx.

Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi .

Leggete i commenti ...


Gioca

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Nokia Ovi Maps, mappe GPS gratis per tutti

Nokia ha rilasciato gratuitamente la nuova versione di Ovi Maps, software di navigazione GPS che contiene le mappe di 74 paesi. Seppur scaricabile liberamente, per usare il programma in modo completo era necessario pagare una licenza annuale. Adesso Ovi Maps è gratis per tutti.

Il servizio di mappe Nokia è preciso e sempre aggiornato, la visualizzazione 3D è fluida e non presenta rallentamenti di nessun genere. Possiamo ottenere informazioni su vie, piazze, luoghi di interesse pubblico, esercizi commerciali, in maniera semplice e rapida. La casa finlandese mette a disposizione gratis anche le guide delle principali città europee, da scaricare gratis sul telefono.

Nokia Ovi Maps è compatibile con un gran numero di smartphone, i modelli supportati attualmente sono i seguenti: 5800 XpressMusic, N97 Mini, 6710 Navigator, X6, E52, E55, E72, 6730 classic, 5230. Nokia Ovi Maps sarà incluso in tutti i telefoni commercializzati dal mese di marzo. Una buona mossa per competere con il navigatore di Google...

fonte : http://www.tuttogratis.it/telefonia/nokia_ovi_maps_mappe_gps_gratis_per_tutti/

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Apple iPad: 10 cose per cui è peggio di un netbook

iPad netbook

Nel mondo Apple la parola ‘netbook‘ è considerata una parolaccia: Steve Jobs li considera peggio in tutto e per tutto dei classici notebook, sono solo più economici.

Eppure… ci sono alcune cose che un netbook riesce a fare meglio dell’iPad.
Difficile da credere? Leggete il resto dell’articolo.

L’iPad può essere superiore ai netbook in alcune funzioni, come per esempio la qualità di riproduzione video; è tutto vero… ma ci sono altre cose che qualunque netbook riesce a fare, e che l’iPad semplicemente non può, almeno per il momento.

E andiamo ad elencare. Notate che non ho messo il multitasking… quello potrebbe essere candidato all’11° posto.

  • Video chat: la maggior parte dei netbook anche quelli più economici, includono una webcam che permette di fare videochiamate tramite MSN, Skype, o qualunque altro programma. L’iPad non può: non ha nessuna webcam, né un programma di video chat. Eppure il costo è superiore a quello di un netbook.
  • Visualizzare Flash: anche se Jobs ha definito l’iPad ‘la migliore esperienza web che abbiate mai avuto‘, c’è qualcosa di fondamentale che manca. Sarebbe l’intero web: l’iPad non ha il Flash Player. I netbook magari sono lenti, ma almeno ce l’hanno.
  • Programmazione: la maggior parte degli utenti non è fatta di sviluppatori, ma la maggior parte dei netbook utilizza Windows XP o Windows 7; e si possono installare tutti gli strumenti di sviluppo di cui si ha bisogno. Sull’iPad non si può.
  • Scaricare foto dalla macchina fotografica: l’iPad non ha nessuna porta USB, e senza porte USB significa che non si può collegare né la videocamera, né nessuna altra periferica. Generalmente i netbook ne hanno almeno 3.
  • Salvare più di 64 GB di dati: ci aspettavamo un po’ di memoria in più dall’iPad; anche il più economico dei netbook ha almeno 160 GB di hard disk.
  • Utilizzare i giochini su Facebook: senza il Flash Player è impossibile giocare con Facebook, ma è impossibile utilizzare qualunque browser game.
  • Cambiare la batteria: l’Ipad è sottile, attraente, sexy. Ma la batteria è integrata. Quando si spegne addio. Con i netbook potete andare in giro con la batteria di riserva, oppure sostituire la batteria di serie con una più potente.
  • Installare CD o altri dispositivi: sui netbook potete utilizzare un semplicissimo lettore CD/DVD su USB per installare software che si trova su dischi ottici. Potete anche installare da memorie USB. L’iPad non è stato progettato con in mente la flessibilità: nessuna porta USB, non si può installare niente, a meno che non provenga dall’App Store.
  • Digitare: ok, l’iPad ha la tastiera virtuale, ma non sembra che sia altrettanto comoda quanto una tastiera classica, come quella di un netbook. l’iPad va bene per scrivere brevi testi, ma per qualcosa di più la tastiera fisica è obbligatoria.
  • Aggiornamenti: i netbook possono essere aggiornati: aumentare RAM, cambiare l’hard disk. l’iPad è chiuso, sigillato. Una volta che ne avete comprato uno, ve lo tenete così.

D’altra parte però l’iPad fa tante altre cose in maniera molto carina, per esempio è molto più portatile di un netbook.

Voi cosa ne pensate?

fonte : software.tuttogratis.it

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iPhone esplosi, interviene la Ue

Dal tam-tam sul web ai documenti ufficiali delle istiituzioni. La Commissione europea ha invitato la Apple a fornire chiarimenti sulla rottura dello schermo di un iPhone che ha ferito delle persone in Francia e in Gran Bretagna
Dal tam-tam sul web ai documenti ufficiali delle istiituzioni. La Commissione europea ha invitato la Apple a fornire chiarimenti sulla rottura dello schermo di un iPhone che ha ferito delle persone in Francia e in Gran Bretagna. All'incidente si starebbero interessando i Commissari per la tutela dei consumatori, della Salute e per l'Industria. A quanto si apprende, però, ad oggi la Apple non avrebbe ancora inviato alcuna risposta alla Commissione.
 
iphone esploso
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Fonte : canali.kataweb.it

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Google lancia la “social search”

Oltre alle consuete funzioni, Google ora può ricercare informazioni nella vostra rete sociale. Funziona, a c'è ancora qualche difficoltà e soprattutto, manca l'integrazione con Facebook
Quando serve un consiglio su una meta turistica o sulla fonte migliore per leggere una notizia, meglio chiedere a Google o a un amico? Questa decisione potrebbe non essere più necessaria grazie all'ultima trovata del motore di ricerca di Mountain View: la Social Search. Lanciata in versione sperimentale ad ottobre, la "ricerca sociale" è adesso utilizzabile dal grande pubblico (anche se rimane in versione beta). Quando eseguiamo una ricerca non verranno più visualizzati solo i risultati elaborati dall'algoritmo di Google, ma anche una selezione dei contenuti generati dalle persone che reputiamo nostre amiche, almeno nei social network. Se un amico ha scattato delle foto della sua gita in Francia, e noi cerchiamo Parigi, allora i suoi scatti, caricati su Flickr o sul suo blog, compariranno in fondo alla prima pagina dei risultati di Google.

L'utilizzo della social search è semplice, ma il suo funzionamento lo è un po' meno. Per poter utilizzare il servizio serve avere un Google Profile ( http://www.google.com/profiles/ ), ovvero una breve scheda di presentazione a cui associare i siti a cui siamo iscritti o che alimentiamo: blog, Twitter, FriendFeed, Flickr e altri ancora. La ricerca di Google utilizzerà così i contatti che abbiamo creato attraverso questi siti per scandagliare il nostro "Social circle". Per gestire con attenzione il nostro circolo sociale ed avere ben chiaro chi sono i nostri amici e attraverso quale fonte ne scandagliamo l'esistenza digitale, basta recarci all'indirizzo http://www.google.com/s2/search/social in cui è possibile vedere quanto strette sono le connessioni, divise in contatti di Gmail, amici dei nostri profili (ad esempio le persone che seguiamo su Twitter) e gli amici degli amici. A questi contatti "sociali" si aggiungono i feed che seguiamo attraverso il Google Reader.
Per vedere solo i risultati "sociali" basta invece cliccare su "Show Option" dopo aver seguio una ricerca e selezionare "Social" invece di "All result". Al momento della scrittura di questo articolo l'opzione era visibile solo sulla versione inglese di Google (per accedervi basta andare su Google.it e cliccare in basso a destra su Google.com in English).

Grosso limite dell'intero sistema è la quasi totale mancanza di Facebook dalla social search. Il social network più usato al mondo è infatti indicizzato solo in parte e non è possibile importare da esso le amicizie. Se voi e i vostri contatti non frequentate altri social network dimenticate quindi di poter ricavare dalle social search, almeno per ora, qualcosa di buono.
 
fonte : canali.kataweb.it

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