Di seguito gli articoli e/o i programmi che contengono le parole richieste.

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Gioca coi mattoncini Lego sul pc
Come quasi tutti sanno, giocare con i mattoncini Lego e’ un’occupazione capace di stimolare la fantasia di piccoli e grandi. Difficile trovare qualcuno che non li conosca

Come quasi tutti sanno, giocare con i mattoncini Lego e’ un’occupazione capace di stimolare la fantasia di piccoli e grandi. Difficile trovare qualcuno che non li conosca, anche se, oggi come oggi, sono un po’ passati di moda. E proprio per questo, anche la societa’ che li produce ha deciso da darsi una mossa verso la virtualizzazione. Sul sito ufficiale, si trovano centinaia di giochi divisi in categorie come azione, strategia, prescolastici, creativi, avventura (fra i quali non poteva mancarne uno dedicato a Harry Potter). Inoltre, non mancano video, comiche, la possibilita’ di scaricare gadget di vario tipo e, naturalmente, una parte sociale dove creare e condividere, spazio in cui gestirsi una pagina personale o comunicare con altri. Ma l’opzione piu’ interessante e’ (almeno per coloro che ci hanno giocato da piccoli) il programma da scaricare sul proprio personal computer grazie al quale giocare e (ri)provare l’emozione di assemblare i famosi mattoncini. Si chiama Lego Digital Designer ed e’ in grado di simulare in 3D le costruzioni sullo schermo del pc. E’ gratuito e funziona su Windows e su Apple. Lo si puo’ scaricare da qui


Fonte : guide.supereva.it


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I carabinieri hanno effettuato 19 arresti dopo i 23 eseguiti a maggio. L'organizzazione era gestita da un pregiudicato calabrese ex collaboratore di giustizia. Colossale il giro di affari grazie all'alleanza con gruppi di hacker russi

 

 

E' una delle più grosse organizzazioni criminali mai individuate nel settore del hacking, della contraffazione di carte di credito e delle truffe via internet quella che emerge dall'indagine "Match Point", dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e che oggi ha portato all'esecuzione di altri 19 arresti dopo i 23 eseguiti lo scorso maggio. L'operazione dei carabinieri è tuttora in corso tra Roma, Pisa, Cosenza e Siracusa.

L'organizzazione, gestita da un pregiudicato calabrese ex collaboratore di giustizia, aveva messo in piedi un colossale giro di affari grazie all'alleanza con gruppi di hacker russi specializzati nel furto di dati informatici, mediante intrusioni sui server di importanti società finanziarie e nella gestione di un florido mercato clandestino di informazioni riservate su carte di credito e conti correnti in favore di organizzazioni criminali operanti in tutto il mondo.

Il gruppo criminale attivo in Italia acquistava su chat criptate i dati necessari per falsificare carte di credito, documenti d'identità, buste paga, atti societari, con cui venivano svolte decine e decine di truffe on line e in danno di istituti bancari ed esercizi commerciali. Tra i cittadini truffati, anche molti utenti della rete internet alla ricerca di case di villeggiatura per l'estate. 

fonte : roma.repubblica.it


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COME NASCE IL CASO - Comprando un computer oggi ci si trova nell'assurda situazione di non poter scegliere il sistema operativo con cui farlo funzionare, ma di doverlo comprare con il sistema operativo gia' installato da parte del produttore del PC e piu' precisamente con Microsoft Windows. Praticamente tutti i principali produttori di PC non offrono piu' all'acquirente la possibilita' di comprare il solo computer separatamente dal sistema operativo, e cio' e' particolarmente evidente nel settore dei portatili. E' vero che esistono alcune case produttrici che lo fanno ma sono per lo piu' marchi poco noti o modelli di fascia medio/alta.


Quando si compra un computer, di solito, si da' molta importanza alla marca, dal momento che magari la conosciamo perche' abbiamo gia' avuto a che fare con quella ditta e siamo rimasti soddisfatti, oppure perche' un nostro amico esperto la conosce e ce la consiglia, perche' e' affidabile ed ha una ottima assistenza, perche' ha un buon rapporto qualita'/prezzo. Nessuno sceglie un computer perche' vi e' stato preinstallato un determinato sistema operativo anziche' un altro se non soddisfa primariamente i requisiti di fiducia, qualita', garanzia ed economicita'.
Il risultato di questa situazione e' che chi non vuole il sistema operativo che e' stato preinstallato sul computer che ha acquistato, e' costretto a toglierlo e buttarlo via a proprie spese, dal momento che un altro requisito fondamentale di questo software e' l'inscindibilita' commerciale dal PC col quale e' stato acquistato. E ribadiamo che l'inscindibilita' e' esclusivamente commerciale e deriva dal fatto che alcuni produttori ritengono che gli usi commerciali invalsi nel settore in funzione della domanda dei consumatori, abbiano portato a non considerare tali componenti come prodotti distinti. Da qui la prassi commerciale di considerali inscindibili dal punto di vista commerciale. Quindi nessun vincolo tecnico o legale, solo imposizione commerciale.

LA RICHIESTA DI RIMBORSO - A seguito di cio', il 25 novembre 2005, abbiamo deciso di provare a scalare questa montagna, citando presso il Giudice di Pace di Firenze la Hewlett Packard, la quale ci aveva rifiutato il diritto al rimborso per un PC notebook con preinstallato Windows XP Home Edition. Dopo molteplici udienze e molta documentazione prodotta (che potete trovare seguendo i link qui a sinistra), il 18 ottobre 2007 abbiamo finalmente ottenuto quanto ritenevamo giusto.

LA SENTENZA - Con una sentenza limpida e lineare il Giudice di Pace di Firenze ha deciso di accogliere in toto le nostre pretese, riconoscendo assolutamente vincolante per il produttore di hardware la licenza del software in esso contenuta, benche' disconosciuta da quest'ultimo poiche' (a suo avviso) sarebbe stata predisposta unilateralmente dalla Microsoft. Il Giudice ha quindi detto: "non appare credibile che il testo delle condizioni del contratto (EULA) non sia stato conosciuto dalla HP essendo verosimile piuttosto che esso sia il frutto di accordi commerciali intercorsi tra le due societa' (HP e Microsoft). In ogni caso deve ritenersi da HP accettato e fatto proprio, nel momento stesso in cui lo ha installato sul suo hardware offrendo poi in vendita il prodotto finale"
Il Giudice si e' anche espresso sulle modalita' della restituzione del prodotto rifiutato e del relativo rimborso, dicendo che: "Le clausole contrattuali vanno eseguite secondo buona fede e percio' astenendosi da condotte vesatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l'art. 1375 cc."

COSA FARE ADESSO - La sentenza vittoriosa purtroppo non ha conseguenze immediate e dirette sul comportamento dei produttori di PC e della Microsoft, ma e' senz'altro un ottimo precedente, quindi non resta che continuare a fare causa a chi non si comporta "secondo buona fede" nel tentativo di dissuadere il consumatore ad ottenere il giusto rimborso.
Il nostro consiglio, per coloro i quali non intendano utilizzare il sistema operativo preinstallato, e' quello di non accettare le condizioni del contratto che appaiono a monitor (o meglio ancora di formattare il PC e installare ciò che si vuole) e comunque non utilizzare tale software, contattare prontamente l'assistenza del produttore del PC per ottenere le informazioni relative alla procedura del rimborso. Nel caso in cui queste non esistano o siano palesemente inaccettabili bisogna mandare la raccomandata con il nostro modulo per la richiesta di rimborso. Se ancora il produttore non volesse soddisfare le vostre richieste non resta che valutare la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace, come abbiamo fatto noi.


E' chiaro che fino a quando le denunce dei consumatori non raggiungeranno un costo significativo per i produttori, le cose non cambieranno, ma se i numeri dovessero diventare importanti e' probabile che potremmo ottenere un cambio di rotta sulla strada di un rimborso possibile e facile.

CONTATTACI - Per ulteriori informazioni o consigli, scriveteci.
Mandateci anche le vostre testimonianze che verranno raccolte per le nostre future azioni. Grazie.

 

L'Aduc ha pubblicato un comunicato a proposito della controversia sul diritto negato al rimborso per Windows preinstallato e non utilizzato, come previsto da una poco nota clausola della licenza Microsoft. La questione (e il mio successo nell'ottenere il rimborso, seguito da quello di pochi altri testardi) è raccontata in dettaglio nella mia pagina apposita.

L'associazione di consumatori aveva denunciato Microsoft all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per abuso di posizione dominante, proprio perché è praticamente impossibile acquistare un PC senza Windows preinstallato (specialmente nel settore dei portatili e la clausola di rimborso prevista nella licenza viene sistematicamente boicottata da rivenditori e produttori. In questo senso, anzi, Aduc ha citato in giudizio HP e ha predisposto un modulo per la richiesta di rimborso.

Il comunicato Aduc di oggi cita la risposta dell'Autorità Garante, che non sono riuscito a trovare sul sito del Garante ma che secondo ADUC è in una "lettera 28300/06 del 27/7/2006" nell'ambito del procedimento DC/5073 (sarebbe interessante leggerla per intero, ho già chiesto all'Aduc):

...L'Autorità, dopo la seduta dello scorso 20 luglio 2006, ci ha comunicato che secondo lei questo abuso non c'è: per Microsoft l'Autorità ritiene che quanto da noi segnalato non vi è riferibile, ma lo sarebbe per le imprese produttrici di hardware che pre-installano Windows nei computer. "Dalle informazioni raccolte –continua l'Autorita' garante della Concorrenza e del Mercato- è inoltre emerso che sul mercato vi sono imprese che offrono prodotti che non installano tale sistema operativo e che comunque i consumatori possono rifiutare l'installazione di Windows e ricevere un rimborso".

Microsoft non è colpevole, insomma, ma lo sono i rivenditori e i produttori che non consentono l'applicazione corretta della licenza. Al tempo stesso, le parole del Garante ribadiscono il diritto del consumatore a ricevere un rimborso.

Aduc riassume lucidamente il problema del rimborso. A parte la faccenda di arricchire ulteriormente Microsoft con un prodotto che il consumatore non vuole (perché vuole installare Linux o ha già una licenza valida di Windows) ma è costretto a pagare,

i consumatori vorrebbero poter scegliere “UN PC SENZA SISTEMA OPERATIVO" alla stregua di "UN VASO SENZA FIORI”; o perlomeno, i fiori vorrebbero poterli scegliere da soli!

Parole sante.

 

fonte : aduc.it/dyn/rimborsowindows/ ; attivissimo.blogspot.com





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