Di seguito gli articoli e/o i programmi che contengono le parole richieste.

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Cleo de Nile, Draculaura, Frankie Stein, Clawdeen Wolf, Lagoona Blue ed il loro amico Deuce Gorgon sono i protagonisti delle avventure da brivido delle Monster High!

Come tutte le teenager del mondo, frequentano un liceo, si divertono a fare shopping, si truccano, escono con i ragazzi, ma con qualche problema in più dato da alcune loro caratteristiche molto ma molto particolari.




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Il divertimento..costa!

BOLLETTE IN ROSSO COLPA DELLO STAND BY

Periodo di saldi e di conseguenti sfrenate corse all'acquisto.
Unico scopo? Risparmiare il più possibile, magari proprio su un oggetto od un abito che si desiderava da tempo.
Negli ultimi anni il settore maggiormente in voga per lo shopping, soprattutto se soggetto a saldi, è quello dell'elettronica, con tutto ciò che ne concerne: televisori, cellulari, computer e chi più ne ha più ne metta..!
In questo immenso universo tecnologico, prodotti molto richiesti, perchè sempre al passo coi tempi e con le numerose evoluzioni grafiche ideate, sono le consolle per i videogiochi, tutte diverse fra loro per caratteristiche e possibilità di divertimento.

Purtroppo però quest'ultimo comporta un problema non irrilevante, in quanto una recente indagine, effettuata a livello europeo, ha evidenziato che proprio le apparecchiature collegate in rete, sia spente che non in uso, consumano comunque l'11% di tutta l'elettricità utilizzata durante l'anno per una spesa di ben 60 euro a famiglia; addirittura esse producono un dispendio energetico pari a cinque volte quello di un frigorifero!

Per affrontare tale problematica, nel 2010, è stata emanata una direttiva europea la quale prevede che gli apparecchi in vendita quando sono in modalità spenta o stand by non debbano superare 1w di potenza assorbita.

Ma si sa...tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare!
Infatti ben il 30% di essi risultano essere fuorilegge, ovvero si vendono appositamente prodotti che fanno spendere più del previsto, comportando un consumo eccessivo rispetto a quello consentito per legge.
Quelli più dispendiosi sono risultati le fotocopiatrici, le stampanti laser, i decoder della nuova tv digitale, i router per collegarsi in rete, i televisori, i videogiochi e persino le macchinette del caffè espresso.
Gli stessi televisori con grande schermo consumano anche il triplo rispetto a una TV tradizionale, e con lo stand by acceso usano in un anno tanta energia quanto tre lavatrici dalla classe meno efficiente.
Ecco che concedersi in casa propria la libertà di lasciare in stand by un elettrodomestico, significa decisamente darsi la zappa sui piedi, ottenendo infatti da tale comportamento solo una pesante spesa in più a fine anno.
Un esempio?

Lasciare il computer acceso tutto il giorno può arrivare a costare 130 euro l'anno.
Quindi se si riflette adeguatamente sul significato dei saldi post Natale, ci si accorge che regalano un risparmio anche notevole sul momento, ma che garantiscono una spesa significativamente alta a lungo termine.
Un consiglio utile per evitare o almeno ridurre tale prospettiva negativa per le proprie tasche, è quello di leggere con attenzione l'etichetta descrittiva del prodotto scelto prima di acquistarlo.
Invece per quanto riguarda gli apparecchi già presenti in casa, è bene, se possibile, collegarli ad una ciabatta ricordando di spegnerla ed evitando così inutili sprechi energetici.
Il risparmio non è comunque l'unico scopo di questi accorgimenti, altro loro fine importante è una notevole riduzione degli effetti inquinanti derivanti da un uso scorretto dell'elettronica domestica.

Perciò ci si diverta, ma con criterio!


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Il rifiuto appare piuttosto sorprendente vista l'offerta ma Groupon, sito specializzato nella vendita di buoni acquisto con 35 milioni di utenti iscritti, ha rifiutato la proposta di acquisto da parte di Google di ben 6 miliardi di dollari.

Secondo quanto riportato dal Chicago tribune e poi da Bloomber, Groupon avrebbe deciso di percorrere la strada ancora da sola, considerato che al momento non ha rivali di particolare pericolosità.

Oltre a Google, anche Yahoo aveva tentato l'acquisizione con una offerta di 2 miliardi di dollari.


All'orizzonte potrebbero però presto arrivare i grandi colossi, che non credo avrebbero problemi ad avviare progetti nuovi partendo da zero, con Google e Facebook tra i due più pericolosi avversari da temere.

Il settore e-commerce dei buoni sconto è un segmento interessante, capace di coniugare internet con la vendita tradizionale ma che potrebbe interessare anche ai grandi colossi dello shopping come Amazon ed Ebay. (continua)


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Zynga ha acquisito la texana Newtoy, società specializzata nella produzione di giochi Social, disponibili soprattutto su piattaforma iOS ovvero iPhone, iPad e iPod.

Tra i giochi più scaricati prodotti da NewToy troviamo Words with Friend, una sorta di scarabeo formato iPhone e il classico gioco degli Scacchi  Chess with Friend che consente di giocare con altri utenti reali direttamente dallo smartphone.

I giochi hanno totalizzato ben 5 milioni di giocatori attivi e altrettanti download. Il know how e le 30 persone attualmente impegnate presso NewToy verranno indirizzate per lo sviluppo di nuovi giochi nella galassia Zynga, presente nei principali Social Network tra i quali Facebook e Myspace e famosa soprattutto per Poker e Farmville.

Zynga for Friend

Zynga prevede di fatturate ben 450 milioni di dollari nel 2010, soprattutto grazie alle vendite di oggetti virtuali e potendo contare su oltre 80 milioni di assidui giocatori.
 

Lo shopping è iniziato anche nel settore del Social Games, con l'entrata in campo di due colossi del calibro di Electronic Arts, che ha acquistato Playfish alla fine del 2009 per 275 milioni di dollari e Disney, che ha acquistato Playdom durante l'estate per 763 milioni dollari. 200 milioni di dollari investiti anche da Google su Zynga.

Lo sapevi che?
NewToy è stata fondata nel 2008 dai fratelli Paul e David Bettner che hanno dato vita alla famosa serie di giochi strategici Age of Empires e Halo Wars, disponibili su Pc e console e capaci di raccogliere numerosi e importanti riconoscimenti
(continua)


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Codici bancari veri ma anche patacche senza valore. Gli affari dei cybercriminali. Come i pirati del web rubano e mettono all'asta migliaia di chiavi segrete e password

"La mia "roba" è la migliore in circolazione", scrive Devildumper. "Non ti fidi, amico? Allora prova questa carta. Te la do gratis. Vai su eBay e compra qualcosa. Ti accorgerai che non vendo robaccia". Subito dopo sul nostro monitor appaiono tutti i numeri di una Visa Gold: le 16 cifre stampate sulla carta di credito, la data di scadenza, il codice di sicurezza. E poi il nome e l'indirizzo del titolare, un certo David Thigpen di Charlotte in North Carolina. Quanto basta per fare acquisti online con identità fasulla, a spese dell'ignaro titolare. Facciamo una verifica ed effettivamente la carta è attiva e funzionante. "Ho 50 mila pezzi a disposizione - scrive ancora Devildumper - Visa, Mastercard, American Express. Tutto quello che vuoi. 6 dollari a pezzo. A voi europei vendo le carte americane. Con la mia "roba" diventi ricco, amico". Quando gli chiediamo da dove arriva la sua merce, la conversazione su Icq si interrompe. Devildumper è offline.

Nel mercato nero delle carte di credito ci sono delle regole da seguire. Non si fanno domande, si parla esclusivamente di affari, si paga in dollari, si resta anonimi e si comunica solo via computer in inglese. Il web è infestato da migliaia di spacciatori virtuali come Devildumper. Sono hacker, fenomeni del computer esperti nella violazione dei database e nella clonazione dei supporti magnetici. Rubano numeri di carte di credito, codici di bancomat, pin, chiavi d'accesso a conti bancari, identità digitali. Ma non li usano. I soldi veri li fanno rivendendo sulla rete ciò che rubano dalla rete. Gli investigatori di mezzo mondo li inseguono sul web, ma è una battaglia impari perché su internet i trafficanti di carte sanno diventare invisibili, si mimetizzano. E quando colpiscono, fanno male. Nel 2008 sono stati rubati in tutto il mondo 285 milioni di dati personali elettronici (fonte: Verizon Business). Un bottino enorme, gli abitanti di Giappone e Russia messi insieme, per capirci. La parola d'ordine con cui siamo entrati nel mercato nero dei dati bancari è dump. In gergo hacker significa "codice copiato". Basta scrivere dumps seller, venditore di codici, in un qualsiasi motore di ricerca per trovare migliaia di annunci. Così abbiamo trovato Fonky1977. Con questo pseudonimo si intrufola nelle chat, lascia messaggi nei forum e nei siti di annunci immobiliari. Lo agganciamo su Icq, il programma per chattare che garantisce l'anonimato perché si è identificati solo attraverso un numero. Niente e-mail o recapiti telefonici. Fonky1977 è finlandese, ha 32 anni. Ha un listino prezzi dettagliatissimo. "Il costo dipende dalla provenienza e dal limite massimo di utilizzo - ci spiega - una Mastercard Classic americana o canadese la vendo a 3 dollari. Le più care sono le italiane perché meno diffuse sul mercato: 15 dollari per una Classic, 25 per una Visa Gold, 35 per una Visa Platinum". Fonky1977 non spaccia solo numeri di carte.

Vende anche i dati delle bande magnetiche e può fare perfette riproduzioni su supporti in plastica, chip compreso. "Questo però ti costerà molto di più - scrive - 100 dollari per una Classic, 300 per una Gold. Ma la mia è roba buona, first hand stuff. Ci puoi fare shopping nei negozi in massima tranquillità. Sulla carta stampo il nome del vero titolare, quindi se ti chiedono un documento di identità procuratene uno falso. Ma stai tranquillo, sono pochi i negozi che lo fanno". Milioni e milioni di codici e numeri smerciati come caramelle sul web. E le truffe dilagano. In Italia solo sul circuito Cartasì, che occupa un quarto del mercato con i suoi 7 milioni di clienti, ci sono stati più di 290 mila tentativi di transazione illecita nel 2008. L'utilizzo fraudolento di carte bancarie, stima la polizia postale, è aumentato del 30 per cento nel 2009. Significa acquisti e prelievi abusivi per milioni e milioni di euro. All'estero non va meglio. Alla Gran Bretagna le frodi con carte costano 610 milioni di sterline all'anno. E negli Stati Uniti i sondaggi dicono che la clonazione dell'amata tessera di plastica fa più paura di un attacco terroristico. "Molti sedicenti spacciatori sono in realtà millantatori - spiega Antonio Apruzzese, direttore del servizio della polizia postale del Dipartimento di pubblica sicurezza - vendono numeri a caso al pollo di turno e poi spariscono. Nell'ambiente li chiamano rippers, squartatori. Purtroppo però ci sono anche i 'veri', i trafficanti che hanno a disposizione codici autentici.

Li rivendono quasi tutti alla grossa criminalità organizzata, che poi li diffonde sul territorio nei paesi più ricchi. Tra i loro clienti ci sono anche cittadini incensurati che vogliono fare i furbi. Gli hacker più organizzati al momento si trovano in Russia, in Romania e nel Sud-Est Asiatico". E russo è JohnLeaphead, che ha addirittura un sito registrato a Mosca. E' metodico. Accetta ordini solo se superiori ai 500 dollari. Pretende il pagamento anticipato su un conto della Liberty Reserve, una società di money transfer con sede in Costa Rica. Fa sconti del 20 per cento ai clienti fedeli. Sostiene di avere accesso a un database di 3 milioni di dati e di poter rimediare in poche ore un migliaio di Visa Platinum a 40 dollari a pezzo. Si comporta come un grossista, i prezzi della sua merce variano a seconda della disponibilità. "Quelli come lui sono i più pericolosi - dice Apruzzese - perché riescono davvero a penetrare nei database delle multinazionali, degli hotel e grossi centri commerciali. A volte non serve nemmeno essere dei fenomeni del computer. Basta avere dei complici nei posti giusti, ad esempio dietro lo sportello di una banca. La clonazione vera e propria, invece, è più laboriosa, bisogna manomettere le apparecchiature di pagamento per copiare le informazioni della banda magnetica. Per questo sul mercato nero le carte clonate costano di più". Dumper66 lo troviamo mentre cerca clienti in un forum di discussione sull'arte italiana rinascimentale. Ha lasciato un messaggio. "Vendo logins freschissimi". Come se si trattasse di zucchine al mercato. In realtà sono le chiavi di accesso ai conti correnti online. Offre logins di conti aperti in decine di banche italiane. "Io vivo in Ghana - ci racconta durante l'unica, brevissima, conversazione su Skype che riusciamo a strappargli - i prezzi li fisso con la regola dei tre zeri. L'accesso a un conto con 40 mila dollari di liquidità disponibile, costa 40 dollari. Un conto da 20 mila, 20 dollari. Come faccio ad avere le password? Infetto i pc dei clienti delle banche con virus e trojan horse.

Puoi spostare denaro a tuo vantaggio facendo bonifici. Se sei sveglio, non ti beccano". Sembra facile. Troppo facile. "Invece non sempre la frode si concretizza - racconta Apruzzese - esistono sistemi di autenticazione basati su password temporanee monouso per l'accesso al conto online, che proteggono dagli utilizzi fraudolenti. Procedure simili si stanno lentamente diffondendo anche nel commercio elettronico. Le banche poi si allertano davanti a movimenti sospetti di denaro verso un conto estero, e talvolta riescono a bloccare il furto prima che avvenga. Nonostante ciò i casi aumentano lo stesso e il danno economico grava sulle banche e sugli istituti di emissione delle carte che devono rimborsare i truffati". A volte qualche pesce grosso fa un passo falso. Come Max Butler, un hacker trentaseienne di San Francisco. Voleva diventare il Pablo Escobar del web e controllare tutto il mercato. E' stato venduto alla polizia dagli altri spacciatori che non condividevano il suo progetto. Ora rischia 60 anni di prigione per aver rubato più di 2 milioni di carte di credito e causato un danno di 86 milioni di dollari in acquisti abusivi. "Stanarli è un'impresa - ammette Apruzzese - perché si appoggiano su server in estremo oriente, infettano intere reti di computer che poi usano all'insaputa dei proprietari depistando la polizia. L'unica contromossa efficace è aumentare il livello di protezione di tutti i database".

Attenti alle passanti apparentemente inoocenti che vi chiedono il cellulare per una chiamata veloce ... a un 899 !
 
 
VITTORIO PASTERIS
 
Come già dimostrato in altri casi questa rubrica ricava dalle segnalazioni che arrivano dalla rete buona parte dei suoi contenuti più frizzanti.

Spesso si tratta di episodi in cui la tecnologia la fa da padrone, in altri casi siamo di fronte a veri casi di ingegneria sociale per realizzare delle truffe. Qualche volta arrivano segnalazioni che sembrano uscire da una film comico di Totò, in cui il truffatore agisce con creatività non comune.

Ecco la mail che ci ha invitato Valentino che sembra uscire da un film umoristico. Ma invece è tristemente reale per le sue tasche.

"Nei giorni precedenti di Natale mi trovavo in centro a Milano, quando sono stato avvicinato da una ragazza con gli occhiali , cortese, simpatica e discretamente carina, ovviamente imbacuccata secondo il clima stagionale, che era tutta carica di pacchi contenenti regali comprati in giro. La ragazza mi ha fermato per chiedermi di fare una telefonata per chiamare il suo fidanzato, aveva il cellulare scarico e non trovava cabine pubbliche.

Aveva il numero scritto su una mano per non dimenticarlo. Io le ho detto che non si preoccupasse e che chiamasse senza problemi.
Lei ha fatto la chiamata, ha lasciato che il cellulare del fidanzato suonasse a lungo un paio di volte a distanza di qualche decina di secondi. Poi tristemente mi ha restituito il cellulare scusandosi, perchè il fidanzato evidentemente non era a tiro del telefonino.

Dopo una mezzoretta ho provato io a telefonare alla mia fidanzata, ma il mio telefono era senza credito. Ho telefonato all'operatore per capire che era successo e mi è stato riferito che c'erano due chiamate di pochi secondi a un "famigerato" 899 che mi erano costate 5 euro ciascuna. Ecco chi aveva effettivamente chiamato la ragazza a cui avevo ceduto il cellulare. Chissà quante altre chiamate avrà fatto nello stesso periodo natalizio con il suo sorriso innocente ? E quanti euro avrà prosciugato dai loro cellulari. Probabilmente la pagano a provvigioni oppure lo fa solo per scherzo ?"

Che dire ? Non esistono limiti alla cretività e alla malizia dei truffatori.

Attenzione al cellulare, perchè a telefonate avvenute è possibile trovare un m,odo per recuperare il furto telematico, ma è decisamente una rottura di scatole per cui molti non hanno voglia di perdere il loro tempo e preferiscono pagare e tacere.

fonte : lastampa.it
 

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