Di seguito gli articoli e/o i programmi che contengono le parole richieste.

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''Cos’è la  legge elettorale “porcellum” e perchè si vuole  abrogarla?


Per abolire questa legge bisogna raccogliere un determinato numero di firme  per far si che il referendum si faccia, secondo la legge, è necessario raccogliere almeno 500 mila  firme .

La scadenza della raccolta firme è fissata per il 30 settembre 2011.

La raccolta firme per il referendum sulla legge elettorale è stata proposta dall’idv di Antonio Di Pietro, lo stesso che ha fortemente voluto i referendum sul nucleare, sul legittimo impedimento e sulla privatizzazione dell’acqua della scorsa primavera.


La legge “porcellum” venne approvata e mutò radicalmente il nostro sistema elettorale ed è attualmente in vigore.

Il punto chiave di questa legge, che è quello poi che s’intende abrogare con il referendum, è che il cittadino, che va a votare i propri esponenti al governo, non può effettuare di fatto nessuna scelta.

Infatti il cittadino elettore si limita a votare solamente le liste dei candidati ma non può indicare la propria preferenza.

I parlamentari, che andranno al governo a rappresentare gli italiani, sono scelti direttamente da graduatorie interne decise dai partiti.

In sostanza, chi ci governa non è scelto direttamente dal popolo sovrano ma da logiche interne al partito che ha ricevuto maggiori preferenze.

Con la legge elettorale precedente all’attuale, invece, il cittadino poteva indicare direttamente la propria preferenza sul candidato che avrebbe voluto al governo.

LA MAPPA DEI GAZEBO PER FIRMARE IL REFERENDUM 


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Il gioco già Cult della Rete che sta facendo il giro del mondo

Schiaffeggia Gheddafi - IL GIOCO!

Schiaffeggia Gheddafi - IL GIOCO!

Non ne potete più delle idiozie proclamate da Gheddafi? Appoggiate anche voi il dissenso popolare libico nei confronti del dittatore?
Allora dimostratelo in questo divertente gioco di satira politica e, durante un comizio, levatevi le ciabatte e usatele per colpire Gheddafi così forte da scaraventarlo il più lontano possibile.
Se riuscirete a totalizzare più di 15.000 punti, avrete anche la soddisfazione di vederlo dietro le sbarre. :D

GIOCA GRATIS


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YouTube Film per adulti pubblici senza controllo

 

Oggi navigando su youtube mi sono accorto che ci sono dei video pubblicati , con contenuti per adulti.
La modalità di protezione predisposta da Google per garantire su YouTube una navigazione sicura da contenuti definiti "per adulti", secondo quanto riferito dal New York Times, non sarebbe del tutto sicuro. Infatti basta visitare sul sito di youtube il canale : http://www.youtube.com/user/Donatellait   ( Attenzione le immagini sono per un pubblico maggiorenne )
lo staff di youtube aggiunge In ogni caso il safety mode è solo uno strumento in più, che va oltre la consueta politica adottata da YouTUbe circa i video che possono o meno essere caricati: riguarda quei video con determinati contenuti, definiti "per adulti", che non rientrano strettamente nella restrizione ai maggiorenni e che non sono contrari alle linee guida della piattaforma.
però non ci sembra affatto che sia così...


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BENVENUTI nello Stato libero di Litfiba. Il Reunion Tour della band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli è arrivato alle ultime battute (stasera l'ultima data a Catanzaro) facendo la gioia di vecchi e nuovi fan che hanno affollato i loro concerti, felici di riascoltare dal vivo il repertorio "d'altri tempi" dei rockers toscani. Una tournée estiva potente e provocatoria che ha girato l'Italia su un palco senza scenografie o effetti speciali, che ha sprigionato energia ed entusiasmo puntando su pezzi storici come Proibito, Paname, Bambino, Tex, Cuore di vetro, Ci sei solo tu, Lacio drom, Cangaceiro, Maudit, Ritmo #2, Sparami, Lulù e Marlene, oltre alle recenti Sole nero e Barcollo.

Tutti contenti e soddisfatti, come dimostrano i video "rubati" e i commenti apparsi su Youtube. Tutti tranne uno. "I Litfiba hanno offeso l'intelligenza dei giovani siciliani, almeno di quelli, e sono proprio tanti, che sanno ascoltare buona musica senza farsi fuorviare da squallidi messaggi populisti e demagogici. Parafrasando una loro canzone, li invito a non alimentare quell'ignoranza che uccide più della fame". Sono parole dell'assessore alla Cultura e alle politiche giovanili della Provincia di Palermo, Eusebio Dalì, 34 anni, esponente del Pdl-Sicilia di Micciché, che non ha gradito l'esibizione della band nell'unica data siciliana, lo scorso 13 agosto, a Campofelice di Roccella (Palermo). L'assessore, che era tra il pubblico, accusa in particolare Pelù di aver "lanciato delle invettive contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusando lui e i suoi più stretti collaboratori di collusione con la mafia, denigrando il popolo siciliano".

LE PAROLE DI PIERO PELU'

Dalì fa riferimento ad alcuni dei momenti più acclamati della serata, come dimostrano i video già apparsi su internet. Come in apertura di ogni loro concerto, i Litfiba hanno salutato il popolo del rock con una serie di dediche, accolte ogni volta con urla e applausi. A Campofelice Pelù ha iniziato salutando il "popolo di Trinacria" dando poi il benvenuto al concerto "per gli spiriti liberi, a chi crede che Dell'Utri ci ha rotto il c..., giusto per mettere in chiaro subito le cose". Ha poi proseguito "per chi è contro i mezzi di distrazione di massa" concludendo con "benvenuti nello stato libero di Litfiba" per lasciare spazio alla musica con Proibito. Poi, durante la serata, mentre sul palco sfilava una finta bara con la scritta "Gelli", Pelù ha "commemorato" la "morte della P2": "Partecipano al suo dolore la mafia siciliana, la 'ndrangheta calabrese, la camorra napoletana, il vostro conterraneo Marcello Dell'Utri, e naturalmente papi-Silvio Berlusconi. La P2 è morta. Viva la P3!" ha detto Pelù .

I fan siciliani hanno già messo online brani e spezzoni del concerto, comprese le frasi "incriminate" (ma riferimenti simili sono presenti anche in altri video tratti dalle altre date del tour), commentando con entusiasmo la performance dei Litfiba senza alcun riferimento ai contenuti. Diversa la reazione dell'assessore Dalì che ha affidato alle agenzie di stampa la sua delusione. "Renzulli e Pelù - scrive Dalì - sono venuti in Sicilia a fare propaganda politica, con la tipica presunzione di chi crede di essere depositario di verità assolute e per questo poter inveire contro tutto e tutti, senza alcun freno inibitorio. L'essere acclamati ogni volta che si apre bocca non giustifica gli eccessi verbali violenti che creano odio e divisioni. A Campofelice di Roccella io c'ero e non mi sembrava di stare a un concerto, bensì a un processo di piazza sommario, a un pubblico linciaggio: è stato sconcertante assistere ai reiterati strali di Pelù, sconfortante vedere tanti giovani lasciarsi passivamente inglobare in una cultura dell'anti, senza senso e senza costrutto".

La rabbia è tanta e l'assessore non si limita a criticare ma chiede che gruppi come i Litfiba non si esibiscano più nell'isola. "Invito l'incolpevole sindaco Vasta - scrive ancora Dalì, facendo riferimento al Comune di Campofelice che ha patrocinato la serata - e tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare più artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica, servendosi di quella potentissima arma che è la musica e la sua capacità di penetrare le giovani sensibilità, di formarle o di plagiarle a seconda dei casi". Infine, conclude rivolgendosi ai Litfiba invitandoli "a chiedere scusa alla Sicilia, ai siciliani che sono per la stragrande maggioranza persone oneste e libere, a fare solo e semplicemente musica, lasciando stare la volgare propaganda, che tocca temi e concetti che di fatto disconoscono".


Fonte : palermo.repubblica.it


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Il tredicesimo raduno di esperti di computer e rete dal 2 al 4 luglio al centro sociale La Torre. Per discutere, confrontarsi e mettere in pratica un uso consapevole della tecnologia

A Roma la carica degli hacker E' l'informatica 'do it yourself'

 

Il volantino dell'evento

L'Hackmeeting è il più importante raduno delle culture hacker in Italia e da venerdì 2 luglio torna nella capitale, al centro sociale La Torre. Per la tredicesima volta da quando è nato, per tre giorni, le controculture digitali del nostro paese discuteranno dei temi cari ai libertari della rete: privacy e controllo, mercato e autoproduzione, conflitto e normalizzazione, software, hardware e reti di comunicazione.

Ma attenti, questi hacker, che non sono solo virtuosi del software, ma artisti, attivisti, curiosi e smanettoni che eccellono nei rispettivi campi di interesse, non sono l'uomo nero dipinto dai media e lo spauracchio delle aziende antivirus, sono degli innovatori. La pratica del 'do it yourself' che gli hacker hanno mutuato dalla cultura punk spesso è tutt'uno con la passione per la tecnologia ed esprime l'attitudine di chi sta "coi piedi per terra e la testa nella tecnologia". Radicati negli ambienti più disparati, provenienti spesso da aziende affermate che hanno contribuito a sviluppare, vivono nella galassia dei centri sociali, lavorano al recupero di hardware, sono appassionati di software libero, insegnano nelle scuole e hanno come orizzonte la trasformazione della società. La forte connotazione etica della loro curiosa attitudine alla condivisione e alla conoscenza si esprime allo stesso modo, che si tratti di smontare e rimontare un apparato tecnologico per capirne l'intimo funzionamento, oppure di decostruire i messaggi del mercato e della politica.

La galassia hacker, nata a cavallo degli anni '60 nei dormitori universitari di Harvard, Stanford, Berkley, è coeva alla nascita e allo sviluppo di Internet, utilizzata da subito come strumento per collaborare e condividere i progressi della tecnica e "mettere nelle mani di ciascuno gli strumenti per capire il mondo", cioè i computer. Per questo, da sempre non amano né copyright né brevetti. Oggi è una cultura vera e propria con i suoi riti, i suoi linguaggi e le sue regole. E non puoi chiamarti hacker se la tua comunità non ti riconosce come tale. E' per questo che le distinzioni, che tanto piacciono alla stampa. fra hacker buoni e cattivi  -  white hat, gray hat, black hat  -  suscitano in genere una clamorosa risata in chi quella cultura la vive e la riproduce ogni giorno.

Certo non sono emarginati o fricchettoni antisistema. E' gente che vive in mezzo a noi, prende l'autobus e forse compra anche l'iPhone, la differenza sta nella diversa consapevolezza con cui si approcciano al mondo. Consapevoli dei limiti imposti dalla tecnologia e dagli standard di mercato, cercano di aggirarli e creare delle alternative, tecnologiche e culturali. La comunità hacker italiana non ha un pensiero unico. Per loro la diversità è una ricchezza, il rispetto, non i favori, è la moneta sonante con cui si scambiano i saperi. Perciò se la scelta di cosa usare per fare cosa può essere spinta - tra le altre cose dall'etica, l'utilizzo che suggeriscono di ogni strumento è un uso critico e consapevole. E questo è il loro messaggio più profondo.

 

Il "re" dei motori di ricerca sul web - secondo la stampa locale - dovrebbe ufficializzare tutto lunedì prossimo. Le polemiche sulle censure di natura politica dalle autorità sul motore di ricerca e le incursioni dei pirati informatici nella posta dei dissidenti cinesi su Gmail

 

SHANGHAI - Google-Cina, si avvicina l'ultimo atto. Quello finale. Lunedì il gigante di Mountain View annuncerà la chiusura del proprio motore di ricerca in Cina, cosa che dovrebbe avvenire il 10 aprile. Lo scrivono i media cinesi, dopo le polemiche tra Pechino e il gigante di Mountain View scatenatesi su temi caldissimo quali la censura del governo cinese e i casi di pirateria contro gli indirizzi di posta gmail degli attivisti per i diritti umani.

Indiscrezioni - Il China Business News ha citato fonti locali secondo cui lunedì saranno anche annunciati gli indennizzi per lo staff cinese. Secondo la testata, un funzionario di un'agenzia pubblicitaria cinese, partner del gigante web, Google lascerà il mercato cinese il 10 aprile. Il quotidiano cita poi una fonte anonima, membro dello staff di Google, al quale viene attribuita la data dell'annuncio: lunedì. La portavoce della compagnia in Cina, Marsha Wang, per ora non ha voluto commentare la notizia, affermando all'Afp che "non ci sono sviluppi" sulla situazione. Quella del China Business News è solo l'ultima di una serie di indiscrezioni riportate dalla stampa secondo cui Mountain View avrebbe abbandonato la "filiale" Google.cn. Già la scorsa settimana, citando una fonte anonima, il Financial Times aveva scritto che Google avrebbe abbandonato "al 99,9%" la Cina.

Numeri e scenari - Proprio le percentuali sono tra gli elementi più interessanti della questione. Secondo gli analisti, le quote di mercato di Google in Cina al momento oscillano tra il 25 e il 30%. Fette della torta che verrebbero molto probabilmente divorate da Baidu, il principale motore di ricerca cinese. Negli scorsi giorni fino a oggi, il trend in Borsa di Google è stato negativo nei confronti di Baidu: il motore di ricerca cinese chiude sistematicamente a cifre più alte di Google. L'ultima chiusura segna una quotazione di 561.35 dollari per Google e 577.90 per Baidu.

Microsoft - Il colosso di Redmond col suo motore Bing (una parola che curiosamente in cinese significa "malattia") non sta certo a guardare. L'azienda sembra non avere alcun problema nell'aderire ai rigidi protocolli del web cinese. Al momento Microsoft può contare su una presenza web stimabile nel 5% del traffico cinese, e un abbandono di Google potrebbe giustificare nuovi investimenti locali. E quindi anche se Redmond non si oppone a Pechino, l'esperienza di ricerca su Bing potrebbe evolvere significativamente, lasciando campo libero a Bing per sostituire rapidamente Big G nei preferiti "alternativi" degli utenti. Il fatto che la mente dietro Bing sia poi proprio uno stimatissimo ingegnere cinese, Qi Lu, potrebbe dare a Microsoft qualche idea in più.

 Cosa resterà di Google. Non è ancora chiaro che tipo di presenza resterà nel Paese asiatico con 384 milioni di internauti dopo la chiusura di Google.cn. Dalle ultime indiscrezioni, Google manterebbe alcune attività di ricerca e di sviluppo e resterebbero aperti gli uffici pubblicitari, le attività di telefonia mobile e di browser, nonchè alcuni servizi web come Google Answers e le ricerche musicali. Le pagine di Google.com rimarrebbero raggiungibili e però, secondo gli analisti, con una lentezza di navigazione che potrebbe scoraggiare presto gli utenti. Comunque, la maggior parte dei ricavi di Google in Cina nel 2009 venivano da società orientate all'export che hanno bisogno di mantenere la pubblicità all'estero, anche se non ci sarà più un sito in cinese.

fonte : repubblica.it 

Facebook è sicuramente una delle più grandi invenzioni degli ultimi anni. Forse soppianterà tutto, tutti i vari social network video, fotografici, microblogging e chi più ne ha più ne metta.

Però resta quello che è, una straordinaria macchina “preleva informazioni”. Tutto è studiato nei minimi particolari. Tutto è funzionale al progetto di mega catena di Sant Antonio. Non c’è una sola virgola di Facebook lasciata al caso.

Cambi una virgola nel profilo? Lo vengono a sapere tutti. Ti lasci, tutti lo sanno. Cambi numero di telefono, bene, tutti lo vengono a sapere. Per questo consiglio di abbassare e non di poco, i dati pubblici in impostazioni privacy.

Ti mandano una mail multipla? Bene, non esiste il campo CCN, tutto rimane in A e quindi la mail diventa una cosa pubblica, una specie di dibattito aperto magari tra persone che neppure si conoscono.

Ha uno tra i migliori strumenti di connettività mail che conosca. Basta che una persona ti abbia inviato una mail, o sia stata inserita in una delle “splendide” catene che come per magia sei dentro anche lì. E pensare che qualcuno ha pure avuto il coraggio di creare un gruppo per far si che Facebook non diventi a pagamento. Facebook sarà per sempre libero e gratuito. Il passaggio al denaro sborsato da parte dell’ utente “medio” sarebbe la sua morte. Sul web è da sempre così, e sempre lo sarà. Youtube vive perché è gratuito, permette di inserire filmati lunghissimi e non ti chiede un centesimo. Gmail vive perché è gratis. Idem Firefox, MySpace, Badoo. E la lista potrebbe essere infinita.

Certo, rimane un mistero per molti su come un sito come Facebook riesca a fare soldi su soldi. Gli analisti dicono che gli utenti dei social network non cliccano sui banner, come dice Tagliaerbe in questo ottimo post.

Quindi cosa fa Facebook? Bah, in parte è un mistero, in parte no. Intanto sta raccogliendo tonnellate di dati su gusti, politica, religione, musica, locali in tutto il mondo. E non mi sembra poco. Poi qualcosina dalla pubblicità arriva. Non saranno le cifre di Google, ma sono certamente importanti.

Poi, come in molti non sanno, le varie foto, video, commenti, applicazioni installate sono tutti di proprietà di Facebook, una volta caricati sul sito. Un utente si può congelare, o cancellare. E le foto ed i video pubblicati effettivamente spariscono. Ma da dove? Dal sito “pubblico”, possiamo star certi che da qualche parte rimangano comunque conservate.

C’è chi dice che ci sia la CIA, chi semplicemente grosse corporazioni Statunitensi che hanno finanziato quello che è un progetto alquanto, come dire, semplice ma tremendamente efficace. Creiamo lo strumento internet più potente al mondo. Facciamo in modo che gli utenti riversino tutte le sue ansie, le sue paure, i suoi amori, i suoi gusti, i suoi piaceri. Facciamolo gratuito. E già che ci siamo, spacciamolo pure per essere stato creato per connettere gli studenti universitari, per giunta in un garage abbandonato (magari è pure vero, ma la leggenda aiuta e non poco). Ecco Facebook, uno strumento incredibile, perfetto nella sua pericolosità, ma tremendamente utile ed efficace. Aperto a qualunque genere di applicazione. Ecco perché ha superato MySpace, e forse supererà Youtube e Google stesso.

Io intanto nel mio piccolo, ho trovato una magagna, neppure tanto “leggerina”, e creare un “impostore” è davvero fin troppo semplice.

Aggiungo che su Google se cerchiamo il termine “Facebook” escono 745.000.000 di risultati, per la parola “Berlusconi” appena 20.100.000, Milano 129.000.000. Questo solo per capire la popolarità raggiunta dal social network fondato da Mark Zuckerberg.

fonte : www.nel-web.it


E’ su questi due aspetti che ha posto l’accento questa mattina il candidato per il Partito democratico alla Provincia di Roma, Nicola Zingaretti inaugurando in via della Lega Lombarda a Roma il suo comitato elettorale. ''L'oggetto della mia prima delibera sarà l'accesso gratuito alla connessione wi-fi su tutto il territorio provinciale - ha annunciato Zingaretti parlando del programma - l'accesso al wi-fi dai parchi e dai luoghi pubblici della Provincia sarà realizzato entro due anni per un investimento di 20 mln di euro''. Presenti all'inaugurazione del nuovo nuovo quartier generale volti nuovi e non della politica romana e del territorio ed il candidato sindaco di Roma, Fancesco Rutelli.

"Continueremo la profonda  trasformazione della Provincia già avviata da Gasbarra. La Provincia è un ente di prossimità – conclude Zingaretti -che sarà percepito come utile alle persone". Tra i temi principali e le sfide da affrontare per "fare della Provincia di Roma una Provincia utile" Zingaretti ha poi indicato due ‘mission’ strategiche: un imponente piano di investimenti sulla mobilità e una politica di riduzione dei rifiuti incentrata sulla raccolta differenziata. Per quanto riguarda i rifiuti, il primo provvedimento riguarderà l'abolizione delle buste di plastica utilizzate nella grande distribuzione entro il 2009.

"Mi hai lasciato 1 desiderio irresistibile della tua pelle
calda e profumata". "Dormi pensando a noi e al ns prox
incontro?. Tat". "Qnd trn?...Ci vediamo nel we?". "?.Non vedo
l'ora di riempirti di xxx".
L'amore ai tempi del cellulare, o meglio, al tempo degli Sms,
corre sulle linee dei telefonini. Il desiderio e la passione
entrano nel quotidiano attraverso un discreto 'bip' che rivela
un linguaggio breve, intenso, sincopato dagli 'emoticos', i
  simboli o anche 'faccette' tipiche del linguaggio web. Ed e?
proprio sul linguaggio degli Sms, gli 'short message Service'
che Francesco Micocci - discografico romano prestato alla
letteratura - imposta il suo romanzo, '1 amore X Sms', ma
facendo l'amore veramente...' (editore Coniglio), in cui
racconta la storia di Giorgio, separato con due figlie e
Margot, anche lei separata, ma con una figlia sola. I due si
conoscono all'uscita della scuola ed e' attrazione immediata.


  
Quando s'incontrano hanno poco tempo e fanno l'amore senza
parlare, solo successivamente si raccontano quello che hanno
provato con un fitto scambio di sms. Ma non solo: scoprono che
l'unico modo di comunicare per loro e' attraverso i
"messaggini" appena hanno un momento nel corso della giornata.
 
E allora parlano di politica, di spettacolo, dei loro
rispettivi lavori, di come e' difficile vivere o almeno
sopravvivere nel loro 'paese Italia', che sta attraversando una
crisi diffusa a tutti i livelli da quello economico, sociale e
politico per arrivare a una crisi di identita? di valori dello
stesso individuo, che si sente sperso e solo... Con questo
primo romanzo Micocci, avvocato ed editore discografico della
storica etichetta di famiglia, IT, realizza finalmente il suo
vero sogno e la sua costante passione: scrivere.
Il libro e' arricchito inoltre dal dizionario completo del
nuovo linguaggio Sms che consente di esplorare finalmente i
misteriosi 'geroglifici' di uso quotidiano nei piu' giovani:
cosi', ad esempio, si scopre che nel linguaggio wap i ragazzi
per dire di sentirsi diabolici scrivono >:->, mentre per dire
che stanno mentendo scrivono ;----); quando sono sul punto di
addormentarsi spediscono un criptico I-, e per dire vediamoci
spediscono un bel oo. E ancora: per dire sei matto scrivono
(&&), dici bugie :-7 e innamorato 8-].
Il dizionario amoroso del linguaggio SMS:
4 ch? Facciamo quattro chiacchiere?
6 la + Sei la migliore
C8 Cotto D6 Dove sei?
Dv VV Dove vivi?
Hnto Accanto
Int Interessante
Mm Mi manchi
Mmt+ Mi manchi moltissimo
Qnd trn Quando torni?
Sgle Single
Sposato Spo
T tel + trd Ti telefono piu' tardi
Ta Ti amo
Tat Ti amo tanto
Tvb Ti voglio bene
Tvtb Ti voglio tanto bene
We Week end
Xdonare Perdonare
X fv Per favore
Xche Perche?
Xxx Baci
Gli emoticos:
() Abbracci
.-@ Arrabbiato
: - P Figuraccia
# -) Folleggiare
8 - ) Innamorato
:-s Stupore
: -/ Sono scettico
: ( Triste.
 
fonte : agi.it (AGI) - Roma, 17 gennaio -

Un nuovo operatore mobile virtuale sta per fare il suo ingresso nel mondo della telefonia italiana. A poco di più di una settimana dall’ingresso storico di Poste Italiane nel settore mobile - è il primo gruppo postale al mondo ad averlo fatto - arriva l’accordo tra Fastweb e 3 Italia, la mobile media company del gruppo Hutchison Whampoa. Lo hanno reso noto le due società in un comunicato congiunto.

 

 


 

L'accordo consentirà al secondo operatore di telefonia fissa italiano di offrire ai propri clienti residenziali e business anche i servizi di telefonia mobile (voce, dati e video), traendo il massimo vantaggio dalle due piattaforme tecnologicamente più avanzate nel settore delle telecomunicazioni di rete fissa e mobile.


Una partnership che pone pochi paletti a Fasteweb, che avrà piena libertà nella definizione e sviluppo dei servizi e, grazie all’integrazione delle nuove piattaforme di rete mobile con la propria rete a banda larga, potrà capitalizzare gli investimenti effettuati e i servizi già sviluppati per i suoi clienti di rete fissa.
Massima libertà anche nell’offerta dei servizi. La tlc milanese fondata da Silvio Scaglia sarà competitiva sul mercato della telefonia mobile attraverso una propria offerta di servizi convergenti: soluzioni come l’accesso veloce a Internet, il servizio e-mail, la segreteria telefonica unica. Inoltre, la società non avrà vincoli nella definizione della strategia commerciale, della politica tariffaria e svilupperà in modo indipendente tutti i servizi a valore aggiunto.
Si dovrà attendere fino alla seconda metà del 2008 per il lancio del nuovo operatore mobile, un servizio che l’operatore alternativo di rete fissa a banda larga in Italia commercializzerà con la propria rete di vendita, sia attraverso schede pre-pagate sia in abbonamento, e utilizzerà il prefisso 373.



“Siamo soddisfatti di questo accordo, che si basa su condizioni tecnologiche ed economiche ottimali- ha dichiarato Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb - Grazie all’intelligenza della rete fissa di nuova generazione, che ha già in sé le funzionalità necessarie per la gestione dei servizi anche in mobilità, gli investimenti che dovremo affrontare per lo sviluppo dell’operatore virtuale sono limitati”.


A mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni Fastweb corre a Piazza Affari. Alle spalle di Alitalia, regina degli acquisti con guadagni superiori ai cinque punti percentuali, il titolo del secondo operatore italiano di telefonia fissa guadagna in questo momento l’1,88% a 27,67 euro per azione.

fonte : finanzaonline.com


Propongono l'uso delle tecnologie informatiche per ridurre i costi della politica.

 

Contro la Casta (i politici con i loro costi impossibili) i Radicali propongono un uso intensivo delle nuove tecnologie informatiche; alcune di queste proposte sono state anche già accettate dal Parlamento, anche se non è certo che vengano davvero attuate.

La Camera, ogni anno, spende circa 8 milioni e 700 mila euro per la stampa degli atti parlamentari e quotidianamente si vedono gettati enormi quantità di tali documenti cartacei; si chiede l'immediata valorizzazione dei servizi on line, così come già avviene al Parlamento europeo, garantendo comunque gli stampati per chi ne fa espressa richiesta.

Si chiede anche l'attivazione del sistema di telefonica Voice over Ip su tutte le linee in uso alla Camera dei deputati (accolto come raccomandazione, previa verifica fattibilità e risorse necessarie).

Si chiedono immediate direttive finalizzate al risparmio energetico con sostituzione di tutte le lampadine da alto consumo a basso consumo; verifica dei costi e benefici di un adeguamento dell'impianto di illuminazione per ogni ufficio con sistemi di rilevazione automatica di presenza di persone, volti al risparmio, come già avviene negli uffici del Parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo.

Si chiede poi l'estensione dell'utilizzo dei software open source a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei gruppi parlamentari e dell'amministrazione della Camera.

fonte : www.zeusnews.it

“La Voice over IP e il suo impiego per rendere più efficace l’attività della Pubblica Amministrazione e più sostenibile il nostro modo di vivere e lavorare”: è ruotatat attorno a questo tema la visita del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, al centro di ricerca i-Comm Center di Italtel, azienda leader nelle soluzioni e nei servizi per reti IP di nuova generazione.
Nel Consiglio dei ministri del 6 luglio scorso, ricorda del resto una nota stampa, il Ministro Pecoraro Scanio si era già fatto portavoce di una proposta, successivamente accolta, per inserire nel disegno di legge sul taglio dei costi della politica una misura per ampliare l’uso della VoIP nella pubblica amministrazione. “Puntiamo alla tecnologia VoIP (Voice over IP) perché rappresenta un’alternativa vera a favore del risparmio e contro gli sprechi. Durante la visita ho potuto apprezzare l’ottima attività di un’azienda italiana che sta investendo fortemente sull’innovazione tecnologica”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Stagno nel corso della visita.
Nel centro di ricerca Italtel di Settimo Milanese, ricorda la nota, sono state messe a punto le soluzioni VoIP che l’azienda offre agli operatori di telecomunicazione e, da alcuni anni, anche a imprese, istituzioni, pubblica amministrazione. “Italtel ha sempre giocato un ruolo importante nell’economia italiana, - chiosa nel comunicato Roberto Quarta, presidente di Italtel - garantendo il continuo processo d’innovazione del settore telecomunicazioni che è cruciale per la competitività di un Paese. I suoi progetti di sviluppo ne fanno l’ultimo grande laboratorio di ricerca in Italia e sono focalizzati sugli ambiti più avanzati delle comunicazioni, in grado di cambiare le nostre abitudini e introdurre nuovi stili di vita e lavoro basati sulla mobilità e la collaborazione in tempo reale

Fonte : soldionline.it

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