Di seguito gli articoli e/o i programmi che contengono le parole richieste.

Ricerca articoli per mappe



La famosa applicazione di navigazione di Google sarà sostituita da una app proprietaria.
Quindi Apple proseguirà da sola il suo cammino; nei prossimi infatti licenzierà l'applicazione di Google Maps e la sostituirà con un nuovo servizio, il quale sfrutterà esclusivamente di proprietà della Apple.

Insomma era questione di tempo, scontato che l'idillio fra i due giganti tecnologici non sarebbe potuto durare a lungo: già il lancio di Android e la trasformazione di Google in rivale diretto nel settore degli smartphone, è stato un segno della nascita di una forte concorrenza tra le due società.

Ma in ballo c'è di più che una mera disputa commerciale, prima di tutto la preoccupazione da parte di Apple riguardo la poco chiara gestione della privacy di Google Maps, spesso al centro di polemiche rigurdanti l'uso dei dati degli utenti.

Ecco perchè Apple è scesa ai ripari acquisendo nuove tecnologie per sostituire Google Maps, comprando la società di mapping Placebase; poi la Poly9, la C3 azienda svedese specializzata nelle mappe in 3D e la OpenStreetMaps.


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La rete della Provincia di Roma può essere considerata oggi la più grande Rete pubblica di Wi-Fi in Europa: sono 695 gli hot spot per l'accesso al web installati, di cui 466 a Roma e 229 in provincia. Il primo iscritto risale al 17 novembre 2008, l'ultimo ad appena 48 ore fa". "Iscriversi è facile - ha proseguito Zingaretti - Basta trovarsi nel raggio di 100/150 metri circa di un hot spot, l'area di copertura del segnale. La prima volta che ci si connette verrà richiesto di registrarsi in modo gratuito così come gratuito sarà l'accesso alla rete. Dopo essersi registrati sarà possibile accedere all arete provinciale di uno qualsiasi degli hot spot sul territorio situati in luoghi pubblici del territorio provinciale all'aperto o al chiuso: biblioteche, centri per l'impiego, centri anziani, piazze, parchi".

Il progetto ProvinciaWiFi consiste nell'installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati per l'accesso gratuito ad Internet.

    Il progetto nasce come il primo nucleo autorevole di una rete federata a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. L'idea di base è quella di unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche di biblioteche, istituzioni, centri sociali, centri sportivi e ricreativi.

    Non  solo creare quindi punti di accesso  gratuiti ad internet, ma fornire  la connessione a reti di servizio come ad esempio quella delle Università di Roma, dando modo agli studenti di collegarsi alla rete wifi della propria università anche senza venire a Roma.

- Le AREE COPERTE DALLA RETE ProvinciaWiFi sono pubblicate sulla MAPPA

- Per CONSULTARE LE FAQ cliccare QUI 

- Per ISCRIVERSI subito a ProvinciaWiFi basta cliccare QUI

- Per RECUPERARE LA PASSWORD, cliccare QUI     E' stato semplificato il sistema di registrazione: da oggi gli utenti registrati hanno la possibilità di modificare la propria password!

- Per INFO scrivere a wifi@provincia.roma.it oppure chiamare l'HELP DESK 06 4040 9434

- La pagina del progetto su FACEBOOK

 

fonte : provincia.roma.it


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LE SCUSE cominciano con un'autodifesa: «Chiediamo sempre il permesso ai nostri clienti prima di raccogliere dati attraverso i loro navigatori». La olandese TomTom, che da anni domina il settore dei dispositivi gps, cerca così di mitigare la propria incredibile leggerezza.

 Ultima di una lunga serie commesse da giganti della tecnologia e legate all'utilizzo poco ortodosso di informazioni sensibili sulle abitudini dei consumatori. I fatti: il quotidiano Algemeen Dagblad ha scoperto che la polizia olandese sta sfruttando i dati forniti al governo dalla TomTom per piazzare gli autovelox lì dove i limiti di velocità sono più frequentemente violati. E questo, ovviamente, ha fatto infuriare gli automobilisti. Perché sono informazioni che loro stessi hanno fornito di fatto inconsapevolmente usando il navigatore e che la TomTom poi adopera per dare ai propri clienti in tempo reale un quadro esatto della situazione del traffico.

Peccato che l'azienda abbia anche venduto quegli stessi dati ad istituzioni olandesi e che la polizia li sfrutti per far cassa attraverso le multe. «Siamo venuti a sapere solo ora che la polizia ha usato le nostre informazioni in questa maniera», si è giustificato Harold Godjin, amministratore delegato della TomTom. «E non ci piace perché non piace ai nostri clienti».



Ma la frittata ormai è fatta e i sospetti aumentano. Secondo il Financial Times, la compagnia olandese per fronteggiare il calo delle vendite dei navigatori, sta puntando proprio sulla vendita di servizi che vanno dalle semplici mappe al dettaglio sul traffico. Business che già oggi vale il 36 per cento dei ricavi della TomTom. Ma i diretti interessati qui da noi minimizzano. I guadagni derivanti dalla vendita di database ad enti pubblici sarebbero parte marginale di quel 36 per cento.

«Riguardo l'Italia poi, nessuno nell'amministrazione pubblica sta utilizzando dati del genere», rassicura Luca Tammaccaro, a capo della TomTom Italia. In ogni caso d'ora in poi non sarà più possibile che una cosa simile accada, dato che tutti i contratti verranno modificati in modo che le informazioni non possano più essere cedute a terzi. «I nostri servizi hanno successo proprio perché si basano sulle informazioni prodotte dagli stessi utenti», continua Tammaccaro. «Informazioni che possono essere rese disponibili in forma anonima agli enti con i quali collaboriamo allo scopo di migliorare i flussi di traffico, la sicurezza, dunque la vita dei cittadini».

Il problema è proprio questo. I servizi avanzati di "geolocalizzazione" legati agli smartphone come ai navigatori, cominciano ad usare quantità sempre maggiori di dati sui consumatori. Più ne hanno, più diventano precisi, utili, efficienti, perfino rivoluzionari. Ma ciò significa che da qualche parte si sta formando una fotografia ad alta definizione delle nostre abitudini che potrebbe finire in mani sbagliate.

Dieci giorni fa si è scoperto ad esempio che l'iPhone conserva traccia dei nostri spostamenti e che quell'archivio è facilmente accessibile, mentre nello stesso periodo due milioni di profili degli utenti del PlayStation Network della Sony sono stati rubati e messi in vendita online. Considerando la diffusione dei cellulari avanzati, ne verranno venduti 500 milioni quest'anno, è facile prevedere che questioni del genere diventeranno centrali. Insomma, di leggerezze come quella commessa dalla TomTom e dalla Apple probabilmente ne vedremo molte altre.

fonte : repubblica.it


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EARTH ALERTS monitorare i terremoti

Scopri in anteprima quale disastro naturale si abbatterà sulla tua casa. Earth Alerts permette di monitorare la situazione di terremoti, uragani, vulcani, tsunami e varie ed eventuali a livello mondiale, attraverso un pannello di controllo con mappe, immagini, rapporti e descrizioni in continuo aggiornamento. All’occorrenza, è possibile impostare una o più città di riferimento, per avere un report della situazione in quell’area geografica. Piena di informazioni e a tratti caotica, ma da un’applicazione sui disastri naturali non ci si poteva aspettare altro. Per chi vuole candidarsi alla poltrona di Bertolaso..

Piattaforma: Windows
Download: earthalerts.manyjourneys.com


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Tra le oltre 70 mila idee partorite dagli sviluppatori sulla piattaforma di microblogging, abbiamo selezionato quelle da non perdere: per orientarsi, divertirsi, sentirsi meglio e guadagnare

SONO OLTRE 70 mila le applicazioni realizzate dagli sviluppatori in tutto il mondo usando la piattaforma di Twitter: una pletora tra cui è quasi impossibile orientarsi. Mentre il servizio di microblogging annuncia l'introduzione della pubblicità a pagamento, ecco una lista delle dieci applicazioni più utili e delle dieci più curiose. Tra programmi indispensabili, cloni, esperimenti e follie di ogni genere.

Le dieci applicazioni più utili.
Parole, parole, parole. Su Twitter non c'è altro, a meno che non si utilizzi un servizio esterno come Twitpic, un sito che permette in pochi clic di caricare online una foto e diffonderla direttamente attraverso Twitter. In giro ci sono numerosi cloni e valide alternative, ma TwitPic è il più usato in assoluto.

E se si potesse decidere un pagamento con 140 battute? A provarci è TwitPay.me, un servizio che permette di collegare il proprio account PayPal a quello di Twitter e ordinare i pagamenti tramite dei brevi messaggi. Forse è un po' troppo pionieristico, ma il potenziale del settore è enorme.

Insegnate al vostro sito internet ad usare Twitter. Grazie a TwitterFeed è possibile collegare i feed rss (cioè gli aggiornamenti della pagina web) a un account Twitter che li raccoglie automaticamente. E' usato da oltre un milione di webmaster, ed è una comoda scorciatoia per diffondere i propri contenuti se non si ha tempo di personalizzare i messaggi uno a uno.

Uno dei problemi quando si inizia a usare Twitter è capire chi vale la pena di seguire. Per risolvere il dilemma ci sono diversi siti "directory", tra cui l'ottimo WeFollow che divide i vari account in base alla loro categoria e può essere un buono spunto per trovare gente interessante (e aggiungersi a propria volta).

Di cosa si parla oggi e quali sono gli utenti più ascoltati sono le domande a cui tanti programmi provano a dare risposta. Tra i siti migliori per tenere traccia dei trend su Twitter e capire di cosa si parla c'è TweetMeme. Per scoprire quanto un utente è seguito ci sono invece strumenti come Grader e Twitter Counter.

Fare soldi su Twitter, o almeno provarci. A questo servono alcuni servizi che inseriscono inserzioni pubblicitarie tra i propri tweet, così che queste si diffondano tra i nostri amici. Tra le piattaforma più note c'é Magpie che mette a disposizione un tool per fare capire quanto "vale" il proprio account. Attenzione però, a nessuno fa piacere avere tra gli amici uno spammer di pubblicità.

Per usare Twitter non serve andare sul sito, anzi. Decine e decine di applicazioni sono state create per utilizzare il servizio attraverso interfacce più comode o organizzate e non c'è cellulare che non abbia un programma nativo per l'uccellino azzurro. Uno dei programmi più usati è TweetDeck, disponibile per pc, iPhone e anche iPad, che permette una gestione migliore del proprio account e dello stesso tipo è anche Twirl.

Se invece non avete intenzione di scaricare un programma apposito ne di aprire Twitter per usarlo, ci sono decine di estensioni per i browser da scoprire. Su Firefox si possono trovare TwitBin che permette di gestire il proprio account da una piccola finestrella laterale e TwitterBar che permette di twittare direttamente dalla barra degli indirizzi.

Per chi è invece sommerso dai social network e non ha modo di star dietro a tutti, ci sono anche servizi per aggiornarne decine in un colpo solo (e tra questi anche Twitter è ovvio). Tra i migliori c'è l'italiano Hellotxt, davvero indispensabile per i più "social addicted".

Curiosi di sapere cosa ne pensano i vostri "followers" di un determinato argomento? Allora allestire un sondaggio con TwtPoll per tenere traccia delle risposte, alimentare il buzz intorno a un argomento e generare grafici sulle reazioni. Riesce meglio se si hanno tanti contatti sul sito.

Le dieci applicazioni più curiose.
La piattaforma di Twitter non ha solo applicazioni serie. Dove la creatività degli sviluppatori ha dato il meglio di sé è nelle migliaia di programmi e servizi che vanno dal curioso all'inutile. Se volete sapere quando un vip (o un vostro amico) che usa Twitter va a dormire di solito, il servizio che fa per voi è SleepingTime, che analizzando l'orario di invio dei tweet, calcola in quale fasce orarie c'è meno attività. Secondo questo sito, Ashton Kutcher dorme dalle 11 alle 5 di mattina: praticamente un lavoratore modello.

Un servizio davvero minimalista, ma molto apprezzato dai veterani del tweet, è quello offerto da Is Twitter down?. Una semplice pagina web con un sì o con un no, in base allo stato del servizio che, soprattutto alle origini, soffriva di continui "blackout". Essenziale e senza fronzoli.

Quanto tempo si perde su Twitter lo dice invece Tweetwasters, che calcola il numero di giorni persi sul servizio di microblogging (contando che ogni messaggio vale 30 secondi) ed elabora un consiglio per l'utente. Molto spesso il consiglio è il poco amichevole "fatti una vita vera".

E se a usare Twitter fosse un pirata, come parlerebbe? Lo spiega il sito PostLikeaPirate che traduce dall'inglese al "piratese" ogni messaggio. Utile solo se siete dei bucanieri (o dei loro supporter in continuo conflitto con i ninja).

Non è bello cinguettare dalla rete se si è un po' appesantiti. Ed ecco allora spuntare l'applicazione per le diete. Basta registrarsi a Tweet what you eat per creare con due click un diario di quello che si è mangiato durante la giornata. Appena si è finito lo spuntino, basta mandare un messaggio con la descrizione del vostro pasto. Quando siete davanti al computer potrete comodamente verificare le calorie accumulate in giornata.

Molto simile al precedente è Tweet what you spend, utile per tenere traccia delle spese giornaliere senza aspettare l'estratto conto della banca. Anche in questo caso, una volta di fronte al pc, ci si potrà rendere conto di quanti acquisto si potessero evitare e tracciare delle strategie di risparmio molto reali e poco virtuali.

Meno spese, meno calorie, e perché non meno sigarette? Per provare a smettere di fumare c'è Qwitter, un programma che permette di tenere traccia di quante sigarette si è fumato, ma anche di condividere le proprie sensazioni dovute alla mancanza di nicotina.

La lista della spesa cartacea è morta, almeno per qualcuno. Per ricordarsi cosa comprare o gli appuntamenti della giornata ci sono diverse applicazioni. Tra queste c'è anche il servizio per Twitter di Remember The Milk che twitta all'orario stabilito i vari compiti da eseguire.

Tra i programmi più clonati ci sono, come visto, i sistemi per analizzare quali sono le parole più in voga e i trend della rete. Anche CurseBird è tra questi, solo che si concentra su alcuni termini specifici, ovvero le imprecazioni di vario genere. E realizza anche delle statistiche su quale maledizione riscuote più successo.

Per chiudere in bellezza, alcune delle applicazioni più belle dal punto di vista grafico sono quelle che permettono di "vedere" i tweet nel mondo. Piccole o grandi mappe del globo aggiornate in tempo reale con gli ultimi cinguettii come quelle di TwitterVision e GeoCodEarth. Per rendersi conto di quanto il fenomeno Twitter sia ormai diffuso.  

fonte : www.repubblica.it/tecnologia/ 

AIGO8 PC FINALE



Navigatore satellitare ITALIANO per windows
questa versione dell'ottimo software di navigazione iGO8 compatibile con Windows XP e Vista, e per di piu' portabile al 100%
inserite le mappe Italia-Vaticano-S.Marino + 3 voci Italiane, basta eseguire il programma.
Ha una risoluzione di 800X480, quindi ottimo per computer EEEPC interfacciato con antenna GPS (USB o bluetooth).
Se chiedete a chi lo utilizza su PDA e' molto meglio del blasonato TomTom, con una interfaccia 3D semplice e intuitiva.

Scheda Tecnica:
Dimensione: 142 MB file RAR
Lingua: Italiano Multilingua (30 lingue)
Versione: iGO8
Genere: Navigatore satellitare per Windows XP-Vista
Requisiti del Sistema: Windows XP - Windows Vista

LINK:


Nokia ha rilasciato gratuitamente la nuova versione di Ovi Maps, software di navigazione GPS che contiene le mappe di 74 paesi. Seppur scaricabile liberamente, per usare il programma in modo completo era necessario pagare una licenza annuale. Adesso Ovi Maps è gratis per tutti.

Il servizio di mappe Nokia è preciso e sempre aggiornato, la visualizzazione 3D è fluida e non presenta rallentamenti di nessun genere. Possiamo ottenere informazioni su vie, piazze, luoghi di interesse pubblico, esercizi commerciali, in maniera semplice e rapida. La casa finlandese mette a disposizione gratis anche le guide delle principali città europee, da scaricare gratis sul telefono.

Nokia Ovi Maps è compatibile con un gran numero di smartphone, i modelli supportati attualmente sono i seguenti: 5800 XpressMusic, N97 Mini, 6710 Navigator, X6, E52, E55, E72, 6730 classic, 5230. Nokia Ovi Maps sarà incluso in tutti i telefoni commercializzati dal mese di marzo. Una buona mossa per competere con il navigatore di Google...

fonte : http://www.tuttogratis.it/telefonia/nokia_ovi_maps_mappe_gps_gratis_per_tutti/

L'immagine “http://i47.tinypic.com/kdvncz.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.


Google Maps Saver


VideoGuida



NOTE:
Salvare le mappe di Google Maps sul computer:

Con Google Maps Saver è possibile salvare le mappe di Google Maps sul computer per poi poterle comodamente consultarle in modalità offline. Google Map Saver è un software semplice e immediato. Il software supporta anche le risoluzioni dell’iPhone e dell’HD. Inoltre con  Google Map Saver è possibile salvare le immagini delle mappe in molti formati.

INFO:
la videoguida ti descrive passo, passo come eseguire il programma.


Compatibile con: Windows XP, Windows Vista e con Windows 7.
 
Fonte: §pillo54-Club

AmazeGPS è il primo software GPS gratuito per i telefoni cellulari.

AmazeGPS è il primo software GPS gratuito per i telefoni cellulari

Il programma mette a disposizione le mappe ed i POI di tantissimi paesi europei, Italia inclusa, e degli Stati Uniti. mappe satellitari e topografiche, localizzazione di indirizzi, informazioni sul traffico e percorsi alternativi. Queste sono solo alcune delle caratteristiche di AmazeGPS. L'interfaccia grafica è molto spartana, ma questo a tutto vantaggio della leggerezza, così il navigatore può funzionare anche sui telefoni più vecchi e poco potenti. AmazeGPS è in italiano ed è compatibile con cellulari e smartphone di ogni marca, a patto di avere un processore abbastanza veloce. Per scaricare il software di navigazione basta scegliere il nostro modello di cellulare dall'elenco e cliccare poi su download now. Come detto prima, AmazeGPS è gratuito, si pagano però i costi di connessione secondo il proprio piano tariffario. AmazeGPS infatti non dispone di mappe precaricate, ma le scarica all'occorrenza. E' indispensabile inoltre avere una antenna GPS esterna

Scarica AmazeGPS

fonte : tuttogratis.it

Grazie alla vendita in abbinamento ad un abbonamento dati e alla disponibilità del miglior browser mai progettato per un cellulare, chi compra l'iPhone naviga molto, molto di più rispetto a chi utilizza un telefono tradizionale. Per darvi un'idea, Google lo scorso anno ha dichiarato al Financial Times che, in base ai log dei loro server, chi usa l'iPhone esegue ricerche 50 volte in più di chi utilizza un qualsiasi altro dispositivo mobile. È bene dunque che chi si occupa di siti Web cominci a pensare a come rendere i propri siti più compatibili con il dispositivo della Apple, per non perdere visite e per offrire subito ai visitatori una navigazione fluida e senza intoppi. La buona notizia è che, molto probabilmente, non servirà cambiare quasi nulla...

Il browser dell'iPhone è infatti quasi del tutto simile al browser Safari per Desktop, uno dei più rigorosi nell'interpretare le specifiche ufficiali di web publishing: se il vostro sito viene visualizzato bene in Safari lo sarà anche nel telefono, a patto, naturalmente, di aver seguito da vicino gli standard Web senza ricorrere a trucchi o a design "personali". Tuttavia, per rendere davvero bene sul dispositivo della Apple, un sito deve comunque fare i conti con diverse differenze d'uso. L'interfaccia, l'interazione, la grafica, il testo: tutto dovrebbe essere ottimizzato per funzionare bene anche sul dispositivo.

Il browser dell'iPhone
Il browser con cui è equipaggiato si chiama Safari Mobile e si basa su WebKit, lo stesso motore di rendering di Safari per Mac e Windows e per altri browser. Quasi la totalità delle tecnologie utilizzate da Safari per Desktop sono presenti in Safari per iPhone: supporto ai linguaggi HTML 4.01, XHTML 1.0, CSS 2.1, CSS 3 (parziale), JavaScript 1.4, supporto del Dom e funzionalità Ajax. Il browser dell'iPhone può visualizzare correttamente immagini Gif, Jpeg, Png e Tiff fino ad un massimo di 8 MB (128 MB per le Jpeg che però, dopo 2 MB, vengono ridotte di risoluzione) e riprodurre filmati in alcuni formati QuickTime e file MP3 direttamente dalle pagine Web. Safari converte in HTML e visualizza file Pdf e Microsoft Office (Word, Powerpoint, Excel), ma non supporta le tecnologie Flash o Java, ha un accesso limitato al file system e non può scaricare file. Non supporta il drag and drop degli elementi, la selezione, la copia e l'incollamento del testo. Come detto è compatibile con tecnologie comunemente chiamate Ajax e supporta anche gli eventi di JavaScript così da permettere di utilizzare facilmente soluzioni di HTML dinamico.

L'area di visualizzazione
Gli sviluppatori la chiamano viewport: è l'area di un dispositivo destinata a presentare i dati e ad offrire l'interazione con l'utente. Lo schermo dell'iPhone ha una risoluzione di 320x480 pixel ma, poiché alcuni pixel sono occupati dalla barra di stato e dalla barra dei pulsanti, solo una porzione di questo spazio può essere utilizzata per visualizzare la pagina. Come mostrato in figura (img_01) la viewport per i contenuti è di 320x356px; eliminando la barra dell'indirizzo, l'unica che si può nascondere utilizzando codice HTML, questa cresce a 320x416px. Inoltre va considerato che il telefono può essere anche ruotato in posizione orizzontale: in quel caso la risoluzione per i contenuti si riduce a 209x480px (269x480 senza barra degli indirizzi). I contenuti pubblicati nella viewport, a differenza di quanto accade nei browser tradizionali, non sono fissi: l'utente può eseguire uno zoom di un elemento di una particolare area per fruire meglio del contenuto pubblicato

configurazione iphone

L'area dell'iPhone è occupata da alcune zone non destinate ai contenuti: solo la barra degli indirizzi può essere esclusa

La visualizzazione viewport
Quando l'iPhone carica una pagina Web esegue il cosiddetto scaling: ossia riduce la risoluzione della pagina per farla visualizzare a dovere nella viewport del cellulare. Il processo funziona così: l'iPhone imposta in un primo momento la larghezza della pagina ad una risoluzione, considerata la più comune, di 980 pixel per scalarla, in un secondo passaggio, alla risoluzione di 320 pixel (se il telefono è in posizione verticale) o 480 pixel (se è in orizzontale). Va da sé che i siti con risoluzione fissata a meno di 980 pixel (in larghezza) mostreranno uno spazio bianco ai lati (vedi figura in basso) che rende meno leggibile il testo pubblicato, oltre che meno elegante la pagina. Risolvere questo problema è molto semplice: basta aggiungere un tag meta che imposti il viewport dell'iPhone alla larghezza della pagina. Nel caso del blog di Grillo la pagina ha una larghezza di 700 pixel e il nostro viewport dovrà essere dunque di 700 pixel:

< meta name="viewport" content="width=700" />

Questa proprietà consente anche di bloccare il massimo (maximum-scale) e il minimo (minimum-scale) zoom possibile sulla pagina da parte dell'utente, oltre che impostare uno zoom iniziale predefinito (initial-scale).

< meta name="viewport" content="initial-scale=0.6, minimum-scale=0.4, maximum-scale=0.8" />

I numeri che impostano lo scaling vanno calcolati come coefficiente rispetto alla dimensione in pixel della pagina che, come detto, se non altrimenti impostata è di 980 pixel: 0.6 corrisponde così a 588 (come risulta dal calcolo 980 x 0.6).

configurazione iphone

Il blog di Beppe Grillo ha una risoluzione orizzontale di 700 pixel e mostra ai lati inutili spazi bianchi

Identificare l'iPhone
Come ogni browser, anche Safari Mobile ha un suo user agent, ossia la stringa che lo identifica ai web server. L'user agent della versione 1 dell'iPhone è questo:
Mozilla/5.0 (iPhone; U; CPU like Mac OS X; en) AppleWebKit/420+ (KHTML, like Gecko) Version/X Mobile/Y Safari/Z
Dove al posto di X, Y e Z vi sono le versioni dei vari componenti. Sebbene le buone regole di Web Design lo considerino una procedura deprecabile, "sniffando", come si dice in gergo, l'iPhone è possibile eseguire un rindirizzamento verso una pagina appositamente creata per iPhone o mostrare contenuto solo a chi si collega con quel dispositivo. Per indirizzare un utente iPhone ad una nuova pagina si può usare il seguente codice JavaScript:

< script type="text/javascript">
if (navigator.userAgent.indexOf('iPhone') != -1) {
location.href = 'http://iphone.sito.it/';
}
-->

Utilizzando quest'altro codice si può visualizzare un testo solo per chi naviga con il cellulare Apple:
-->

 
Titolo da far impallidire i più scettici. Dati e immagini da far rabbrividire i servizi segreti. Folle di ragazzini impazziti per la città con Wi-Fi detector per mappare tutti gli Hot Spot WiFi gratuiti. Fermi tutti. Di cosa stiamo parlando?

Della cosa più banale che potesse venire in mente, invisibile ma che permea l'aria e attraversi i nostri corpi a colpi di 2,4 Ghz. Le Wireless LAN degli uffici in una città come Milano (ndr. attenzione, leggete ciò che segue come spunto di riflessione e provocazione, non come istigazione all'uso fraudolento delle tecnologie informatiche).

Ieri uscendo da un appuntamento con dei ragazzi dello IED avevo bisogno di trovare una mail di lavoro. Mi porto dietro sempre il mio portatile con porta Wlan sempre inserita. Accendo il mio notebook appoggiandolo sulla sella del mio scooter. Ho una utility che mi consente di rilevare graficamente il posizionamento e il numero di HotSpot Wi-Fi raggiungibili. Ero in una strada secondaria di Milano, non proprio al centro. E mi accorgo che in quella stradina .... c'erano 4 connessioni wireless, di cui, 1 Wlan non protetta. Mmmmmmh, interessante, proviamo e vedere se..... voilà, entrato in un istante.

Scaricato la posta, cerco attraverso le mappe di Michelin una strada dove avrei dovuto andare, metto in stand-by il Notebook e via in moto.

Perché messo in stand-by il mio notebook? Perché il tragitto che avrei dovuto fare mi avrebbe portato presso una nota piazza di Milano, vicinissima ad una nota struttura pubblica e piena di uffici amministrativi. Fermo la moto, tiro fuori il mio notebok in stand-by, tiro su lo schermo e in meno di 10 secondi..... ecco la seconda rilevazione. La piazza è molto grande, me ne aspettavo di più... ma comunque... "Siori e Siore" a voi 12 Wlan, di cui 4 non protette!!!

Provo la prima non protetta. Niente, non riesco. Provo la seconda, non riesco, provo la terza..... entrato. Ho fatto solo la prova su ICTBLOG per vedere se potevo navigare. Funziona.

Faccio captur screen, come per la prima rilevazione, chiudo il notebook, monto in sella e vado all'appuntamento.

Ora deduco e mi domando... Milano (ma chissà quante altre città) non è forse la città con più Hot Spot Wi-Fi gratuiti?

Alla faccia di free-hotspot.com che nella classifica che ho pubblicato ieri su i-dome.com non includeva neanche una città italiana tra le 10 città più Wireless-cablate.

Buon "dectectoring"...

Aggiornamento #1: Per coloro che non hanno un Toshiba ma hanno richiesto del software utile per lo scanning di reti wireless, indichiamo MacStumbler for OS X, Kismet per Linux. Stiamo cercando altro software Windows per chi non usa ConfigFree.

Aggiornamento #2: Non sappiamo quanto in Italia sia in uso questa simbologia, ma esiste una prassi nel segnare i luoghi in cui sono presenti dei nodi Wi-Fi aperti o meno. Qui di seguito trovate la legenda.

Aggiornamento #3: Software per Windows XP. Si tratta di Network Stumbler 0.40.

Sembra un buon prodotto. Non mostra le reti in formato Radar come ConfigFree ma da molte informazioni utili.

Aggiornamento #4: Sul mercato sono disponibili una serie di nuovi gadget tecnologici di particolare interesse. Stiamo parlando di: Digital HotSpotter, dello Zyxel AG-225H e del Tew TrendNet.

Luca De Nardo - ICTblog.it

fonte : pivari.com

 

Il mondo dei software per la navigazione satellitare è ormai ricco e variegato, sia per i sistemi desktop (PC, integrati) che per quelli mobili (palmari, smartphone, cellulari). Anche in termini di costi, le proposte abbracciano diverse fasce in base alle caratteristiche, alle peculiarità ed agli standard che le aziende desiderano soddisfare. Ritengo che debbano essere sicuramente degni di nota i tentativi che non implichino costi esorbitanti per gli utilizzatori, almeno per ciò che concerne il software.

In tale senso mi pare interessante l’idea della casa Amaze, che offre un soluzione di navigazione freeware, compatibile non solo con gli smartphone ma anche con gran parte dei telefoni cellulari d’uso comune, purché in grado di connettersi ad Internet e di avere il supporto Java. Il software copre il territorio di 17 nazioni europee e degli Stati Uniti senza la necessità di mappe preinstallate in locale nel proprio dispositivo.

Dopo essersi registrati con un apposito form sul sito, si riceverà nel giro di pochi minuti un SMS contenente le istruzioni per effettuare il download dell’applicazione principale. Una volta scaricato ed installato il programma di gestione, si potrà immediatamente iniziare ad usare il sistema di navigazione, chiaramente nell’ipotesi di avere già stabilito una connessione con un ricevitore GPS mediante Bluetooth nel caso non lo si abbia integrato.

In sostanza le mappe non sono installate sul telefono e vengono via via scaricate da un server remoto dedicato in funzione dell’itinerario programmato. Naturalmente non è tutto oro quello che luccica, per cui i costi sono legati al tipo di connessione che si ha con il proprio gestore. Pur essendo le mappe poco pesanti (si tratta di poche decine di KB) è infatti consigliabile dotarsi di un piano dati flat per cercare di contenere i costi.

Amaze finora è certificato per diversi modelli prodotti da Nokia e Sony Ericsson e per alcuni realizzati da Motorola. E’ comunque ragionevole ipotizzare che la lista degli apparecchi compatibili sia destinata ad allungarsi. La guida è sia in formato visuale che audio e vi è la possibilità di cercare/creare punti di interesse e di ricevere informazioni sullo stato del traffico, oltre alla definizione del percorso più veloce/breve tra due località. Sorvolando su funzionalità ed aspetto grafico, resta da capire se le mappe a livello di dettaglio e precisione risultino confrontabili con quelle dei più quotati sistemi commerciali di navigazione.

fonte : onemobile.it

 

FoxyTag, propone un sistema gratuito e legale per segnalare la presenza di autovelox sul tuo telefono cellulare. Per utilizzarlo è necessario: un cellulare Java e un Navigatore GPS. L'idea consiste nell'inviare segnali virtuali sui telefoni cellulari allo scopo di notificare gli automobilisti della presenza di autovelox. Gli utenti ricevono un allarme quando giungono a 15 secondi di distanza da un punto critico, e un punto rosso compare sul display individuando la posizione dell’autovelox. E’ possibile segnalare sia un autovelox ''fisso'' premendo il tasto ''1'' del tuo cellulare, che un autovelox ''mobile'' premendo il tasto ''2''. E’ inoltre possibile richiedere la rimozione o segnalare l’assenza di un autovelox premendo il tasto ''0'' (nei casi in cui ricevi un allarme, ma nessun autoveox è presente). In aggiunta, puoi confermare la presenza di un autovelox che è stato già segnalato, aumentando l’affidabilità della segnalazione e la fiducia da parte degli altri utenti. Il sistema esclude automaticamente gli utenti che non segnalano gli autovelox ''allo stesso modo degli altri'': in parole semplici, più partecipi, più le informazioni sono affidabili, perchè FoxyTag è un sistema basato sulla ''collaborazione'' degli utenti. Le segnalazioni inviate da FoxyTag sono basate sulla direzione di marcia. In questo modo, le segnalazioni inviate dagli utenti nel senso di marcia opposto non ti vengono comunicate. Le pagine sono disponibili anche in italiano.

Puoi sapere dove sei! FoxyTag può visualizzare la tua posizione attuale, l'altitudine, la tua velocità ed ha anche una bussola integrata. Tutte funzionalità molto utili soprattutto se sei in vacanza in montagna! Ci possono inoltre essere tante altre applicazioni per telefoni cellulari che utilizzano il GPS. Le più richieste sono sicuramente le navigazioni stradali, come:

amAze ti mostra una mappa della tua posizione attuale e calcola il tuo itinerario. Una guida vocale e grafica ti accompagna verso la tua destinazione. Il sistema è gratuito (perchè sponsorizzato).
Nav4All è simile ad amAze, ma sarà gratuito solamente fino al 2008.
Wayfinder è simile ad amAze ed a Nav4All, ma l'interfaccia dell'utente è più elaborata. Puoi provarlo gratuitamente per alcuni giorni, dopodichè potrai ancora continuare a scaricare le mappe della tua posizione attuale, ma il calcolo degli itinerari viene disabilitato

UNA SORPRESA NASCOSTA DAI PROGRAMMATORI

ROMA - La velocità aumenta e l'aereo corre sulla pista. Un clic sulla tastiera e punta verso l'alto, staccandosi da terra e lasciando l'aeroporto di Sydney, uno dei tanti dai quali si può scegliere di decollare. In basso, ad altissima definizione, si vedono l'oceano e le vie della città. Se si trattasse di un semplice simulatore di volo, non ci sarebbe nulla di particolarmente innovativo. La novità, invece, c'è eccome: il programma è dentro Google Earth, il software di Google che permette di visualizzare le immagini della superficie terrestre scattate dal satellite, e soprattutto si tratta di un "uovo di Pasqua", cioè di una sorpresa nascosta dai programmatori. E da quando un giovane studente sudafricano l'ha scoperto, i blogger stanno impazzendo.

 
LE IMMAGINI - IL VIDEO

La scoperta, a quanto pare, è avvenuta pochi giorni fa. Marco Gallotta, uno studente di origini italiane di Città del Capo, ha digitato una semplice combinazione di tasti mentre utilizzava Google Earth e si è trovato davanti al simulatore di volo. Il 31 agosto ha raccontato tutto sul suo blog, avviando un tam tam sul web che sta facendo il giro del mondo.

La novità è stata inserita nell'ultima versione del software, la 4.2 rilasciata un paio di settimane fa. Per attivarla basta digitare Ctrl Alt A su Windows e Command Option A su Mac. A questo punto si apre una finestra che consente di scegliere tra due aerei, un caccia F-16 e un aereo ad elica SR22, e tra 27 aeroporti di tutto il mondo.

Per imparare a pilotare serve un po' di pratica, perché i comandi sono piuttosto sensibili. Alla fine però l'esperienza di volo non è male e la qualità delle immagini della superficie terrestre è ottima grazie alle mappe satellitari di cui dispone Google Earth.

Dopo il primo utilizzo, nel menù strumenti compaiono l'opzione per aprire il simulatore di volo e il link a una pagina web con tutti i comandi. Per chi fosse comunque in difficoltà, un blogger americano ha già pubblicato su YouTube un minicorso in inglese, che in soli due giorni è stato visualizzato più di 98mila volte.

La nuova versione di Google Earth è stata messa a disposizione degli utenti un paio di settimane fa. Sin dal lancio, aveva fatto parlare di sé per un'altra trovata innovativa: la modalità Sky, un ampliamento del programma che consente di esplorare lo spazio profondo grazie a un archivio di più di un milione di foto di stelle e galassie.

fonte : repubblica.it

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