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Wi-fi libero dal primo gennaio  Gli hotspot pubblici non dovranno più registrare gli utenti

WI-FI libero dal primo gennaio: dopo anni di battaglie e ripetuti annunci, la Gazzetta Ufficiale mette nero su bianco la svolta, contenuta nel decreto Milleproroghe 1: aboliti quasi tutti gli obblighi che gravavano sugli hotspot wi-fi pubblici dal 2005 per via del decreto Pisanu. Gli esercenti non dovranno più quindi identificare gli utenti, registrarne il traffico. Sopravvive solo, fino al 31 dicembre 2011, un obbligo, esclusivamente per gli internet point: di richiedere licenza al Questore per qualsiasi punto di accesso internet pubblico (wi-fi e non; il tipo di tecnologia non importa).

Per "internet point" il decreto intende "gli esercizi pubblici che forniscono l'accesso ad Internet in via principale". Altri esercenti, cioè quelli che "lo forniscono in via accessoria" non saranno tenuti nemmeno a quest'obbligo: tabula rasa quindi per bar, ristoranti, hotel, tra gli altri. Potranno offrire wi-fi gratis (o altre forme di accesso internet, ma il wireless è il modo più consueto) senza più preoccuparsi di sottostare alle norme del Pisanu.

Il decreto del 2005 era indicato da esperti e addetti ai lavori come uno dei motivi che hanno rallentato lo sviluppo di internet nei luoghi pubblici in Italia. I nostri hotspot wi-fi sono meno di un quarto di quelli francesi. La burocrazia del Pisanu infatti aumentava costi e complessità

per chi offre accesso internet in luoghi pubblici, al punto da scoraggiare la maggior parte di esercenti e circoli privati. Grande soddisfazione quindi di navigatori, associazioni di categoria e organizzazioni per le libertà online, che in questi anni si erano battuti per il superamento di una normativa che non aveva uguali nel resto del mondo occidentale.

Festeggia anche l'opposizione: secondo Paolo Gentiloni (Pd) "è una vittoria". Già negli scorsi mesi parlamentari di tutti gli schieramenti, tra cui lo stesso Gentiloni, avevano presentato proposte di legge per abolire o modificare il decreto. Due ddl, uno del Pd e uno del Pdl, stavano per completare l'iter alla Camera, mentre al Senato a novembre il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva presentato un disegno di legge per togliere le norme wi-fi. Evidentemente, però, il governo ha preferito poi uno strumento normativo più veloce, con il decreto Milleproroghe.

Ora l'attenzione si sposta sulla fase di conversione in legge, prevista entro due mesi. Esponenti della maggioranza hanno già annunciato la sostituzione delle vecchie norme con nuovi obblighi più "leggeri" e meno invasivi, attraverso emendamenti al decreto. Del resto già a novembre il ministro Maroni si era detto pronto 2 ad accogliere le richieste delle forze dell'ordine, secondo cui servono comunque alcune norme per la sicurezza degli accessi pubblici a internet. L'orientamento prevalente è di imporre identificazione e registrazione del traffico degli utenti solo per specifiche esigenze investigative (e non a tappeto e a priori, com'è stato finora). Questo sarà il senso dell'emendamento che sarà presentato da Antonio Palmieri (Pdl), tra i parlamentari più attenti alla materia di internet. Le forze dell'ordine potrebbero quindi richiedere a certi esercenti, per un determinato periodo di tempo e per scopi precisi, di monitorare gli accessi. Un po' come avviene per le intercettazioni telefoniche

fonte: repubblica.it


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Codici bancari veri ma anche patacche senza valore. Gli affari dei cybercriminali. Come i pirati del web rubano e mettono all'asta migliaia di chiavi segrete e password

"La mia "roba" è la migliore in circolazione", scrive Devildumper. "Non ti fidi, amico? Allora prova questa carta. Te la do gratis. Vai su eBay e compra qualcosa. Ti accorgerai che non vendo robaccia". Subito dopo sul nostro monitor appaiono tutti i numeri di una Visa Gold: le 16 cifre stampate sulla carta di credito, la data di scadenza, il codice di sicurezza. E poi il nome e l'indirizzo del titolare, un certo David Thigpen di Charlotte in North Carolina. Quanto basta per fare acquisti online con identità fasulla, a spese dell'ignaro titolare. Facciamo una verifica ed effettivamente la carta è attiva e funzionante. "Ho 50 mila pezzi a disposizione - scrive ancora Devildumper - Visa, Mastercard, American Express. Tutto quello che vuoi. 6 dollari a pezzo. A voi europei vendo le carte americane. Con la mia "roba" diventi ricco, amico". Quando gli chiediamo da dove arriva la sua merce, la conversazione su Icq si interrompe. Devildumper è offline.

Nel mercato nero delle carte di credito ci sono delle regole da seguire. Non si fanno domande, si parla esclusivamente di affari, si paga in dollari, si resta anonimi e si comunica solo via computer in inglese. Il web è infestato da migliaia di spacciatori virtuali come Devildumper. Sono hacker, fenomeni del computer esperti nella violazione dei database e nella clonazione dei supporti magnetici. Rubano numeri di carte di credito, codici di bancomat, pin, chiavi d'accesso a conti bancari, identità digitali. Ma non li usano. I soldi veri li fanno rivendendo sulla rete ciò che rubano dalla rete. Gli investigatori di mezzo mondo li inseguono sul web, ma è una battaglia impari perché su internet i trafficanti di carte sanno diventare invisibili, si mimetizzano. E quando colpiscono, fanno male. Nel 2008 sono stati rubati in tutto il mondo 285 milioni di dati personali elettronici (fonte: Verizon Business). Un bottino enorme, gli abitanti di Giappone e Russia messi insieme, per capirci. La parola d'ordine con cui siamo entrati nel mercato nero dei dati bancari è dump. In gergo hacker significa "codice copiato". Basta scrivere dumps seller, venditore di codici, in un qualsiasi motore di ricerca per trovare migliaia di annunci. Così abbiamo trovato Fonky1977. Con questo pseudonimo si intrufola nelle chat, lascia messaggi nei forum e nei siti di annunci immobiliari. Lo agganciamo su Icq, il programma per chattare che garantisce l'anonimato perché si è identificati solo attraverso un numero. Niente e-mail o recapiti telefonici. Fonky1977 è finlandese, ha 32 anni. Ha un listino prezzi dettagliatissimo. "Il costo dipende dalla provenienza e dal limite massimo di utilizzo - ci spiega - una Mastercard Classic americana o canadese la vendo a 3 dollari. Le più care sono le italiane perché meno diffuse sul mercato: 15 dollari per una Classic, 25 per una Visa Gold, 35 per una Visa Platinum". Fonky1977 non spaccia solo numeri di carte.

Vende anche i dati delle bande magnetiche e può fare perfette riproduzioni su supporti in plastica, chip compreso. "Questo però ti costerà molto di più - scrive - 100 dollari per una Classic, 300 per una Gold. Ma la mia è roba buona, first hand stuff. Ci puoi fare shopping nei negozi in massima tranquillità. Sulla carta stampo il nome del vero titolare, quindi se ti chiedono un documento di identità procuratene uno falso. Ma stai tranquillo, sono pochi i negozi che lo fanno". Milioni e milioni di codici e numeri smerciati come caramelle sul web. E le truffe dilagano. In Italia solo sul circuito Cartasì, che occupa un quarto del mercato con i suoi 7 milioni di clienti, ci sono stati più di 290 mila tentativi di transazione illecita nel 2008. L'utilizzo fraudolento di carte bancarie, stima la polizia postale, è aumentato del 30 per cento nel 2009. Significa acquisti e prelievi abusivi per milioni e milioni di euro. All'estero non va meglio. Alla Gran Bretagna le frodi con carte costano 610 milioni di sterline all'anno. E negli Stati Uniti i sondaggi dicono che la clonazione dell'amata tessera di plastica fa più paura di un attacco terroristico. "Molti sedicenti spacciatori sono in realtà millantatori - spiega Antonio Apruzzese, direttore del servizio della polizia postale del Dipartimento di pubblica sicurezza - vendono numeri a caso al pollo di turno e poi spariscono. Nell'ambiente li chiamano rippers, squartatori. Purtroppo però ci sono anche i 'veri', i trafficanti che hanno a disposizione codici autentici.

Li rivendono quasi tutti alla grossa criminalità organizzata, che poi li diffonde sul territorio nei paesi più ricchi. Tra i loro clienti ci sono anche cittadini incensurati che vogliono fare i furbi. Gli hacker più organizzati al momento si trovano in Russia, in Romania e nel Sud-Est Asiatico". E russo è JohnLeaphead, che ha addirittura un sito registrato a Mosca. E' metodico. Accetta ordini solo se superiori ai 500 dollari. Pretende il pagamento anticipato su un conto della Liberty Reserve, una società di money transfer con sede in Costa Rica. Fa sconti del 20 per cento ai clienti fedeli. Sostiene di avere accesso a un database di 3 milioni di dati e di poter rimediare in poche ore un migliaio di Visa Platinum a 40 dollari a pezzo. Si comporta come un grossista, i prezzi della sua merce variano a seconda della disponibilità. "Quelli come lui sono i più pericolosi - dice Apruzzese - perché riescono davvero a penetrare nei database delle multinazionali, degli hotel e grossi centri commerciali. A volte non serve nemmeno essere dei fenomeni del computer. Basta avere dei complici nei posti giusti, ad esempio dietro lo sportello di una banca. La clonazione vera e propria, invece, è più laboriosa, bisogna manomettere le apparecchiature di pagamento per copiare le informazioni della banda magnetica. Per questo sul mercato nero le carte clonate costano di più". Dumper66 lo troviamo mentre cerca clienti in un forum di discussione sull'arte italiana rinascimentale. Ha lasciato un messaggio. "Vendo logins freschissimi". Come se si trattasse di zucchine al mercato. In realtà sono le chiavi di accesso ai conti correnti online. Offre logins di conti aperti in decine di banche italiane. "Io vivo in Ghana - ci racconta durante l'unica, brevissima, conversazione su Skype che riusciamo a strappargli - i prezzi li fisso con la regola dei tre zeri. L'accesso a un conto con 40 mila dollari di liquidità disponibile, costa 40 dollari. Un conto da 20 mila, 20 dollari. Come faccio ad avere le password? Infetto i pc dei clienti delle banche con virus e trojan horse.

Puoi spostare denaro a tuo vantaggio facendo bonifici. Se sei sveglio, non ti beccano". Sembra facile. Troppo facile. "Invece non sempre la frode si concretizza - racconta Apruzzese - esistono sistemi di autenticazione basati su password temporanee monouso per l'accesso al conto online, che proteggono dagli utilizzi fraudolenti. Procedure simili si stanno lentamente diffondendo anche nel commercio elettronico. Le banche poi si allertano davanti a movimenti sospetti di denaro verso un conto estero, e talvolta riescono a bloccare il furto prima che avvenga. Nonostante ciò i casi aumentano lo stesso e il danno economico grava sulle banche e sugli istituti di emissione delle carte che devono rimborsare i truffati". A volte qualche pesce grosso fa un passo falso. Come Max Butler, un hacker trentaseienne di San Francisco. Voleva diventare il Pablo Escobar del web e controllare tutto il mercato. E' stato venduto alla polizia dagli altri spacciatori che non condividevano il suo progetto. Ora rischia 60 anni di prigione per aver rubato più di 2 milioni di carte di credito e causato un danno di 86 milioni di dollari in acquisti abusivi. "Stanarli è un'impresa - ammette Apruzzese - perché si appoggiano su server in estremo oriente, infettano intere reti di computer che poi usano all'insaputa dei proprietari depistando la polizia. L'unica contromossa efficace è aumentare il livello di protezione di tutti i database".


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La pubblicità arriva sulle reti Wi-Fi attraverso la soluzione EDGE Messaging Platform ideata da Free-hotspot.com.

 

Il sistema permette ai gestori degli HotSpot, fra cui hotel e ristoranti, e ad altri operatori di network Wi-Fi di trasmettere contenuti pubblicitari direttamente agli utenti.  L’EDGE Messaging può essere utilizzato per costruire immagini di marca, promuovere prodotti e servizi, effettuare un sondaggio presso gli utenti o valorizzare un network attraverso le rendite pubblicitarie di parti terze.

 

Il sistema trasmette le pubblicità agli utenti dell’HotSpot prima dell’accesso ad Internet dove i messaggi possono essere controllati e targettizzati. Gli operatori delle reti Wi-Fi possono ora connettersi ed interagire con gli utenti in maniera più diretta rispetto a quanto avveniva prima.

  

Joe Brunoli, Vice President Business Development di free-hotspot.com, ha sottolineato alcune applicazioni pratiche del nuovo EDGE Messaging: “Gli hotel, i ristoranti ed altre catene hanno programmi di fedeltà o marchi che vogliono promuovere e supportare. Grazie al nuovo sistema EDGE di comunicazione interna alle reti, le catena possono possono trasmettere i propri messaggi marketing in modo da creare un’associazione di marca positiva con i clienti”.

 

 

 

 

Anche gli HotSpot esistenti e le reti municipali o metropolitane possono trarre benefici dal sistema EDGE, secondo quanto spiegato da Brunoli: “Quando è utilizzato come sistema pubblicitario, il sistema EDGE può produrre in modo semplice e rapido guadagni aggiuntivi per le reti Wi-Fi” .

 

Free-hotspot.com gestisce la più ampia rete internet Wi-Fi gratuita al mondo, con oltre 2400 HotSpot  in 18 Paesi europei. Per accedere al servizio l’utente deve visualizzare uno spot pubblicitario.

Questo sistema, che ha ricevuto il premio WBI (Wireless Broadband Innovation) per il Miglior Prodotto Wi-Fi Pubblico, è disponibile sotto il marchio EDGE Messaging per i gestori di reti Wi-Fi, le catena di ospitalità ed altre organizzazioni che desiderano aumentare i propri guadagni, promuovere programmi marketing strategici o costruire un’immagine di marca basandosi sulla propria rete Wi-Fi.    

 

 

 

Free-hotspot.com fornisce attualmente un supporto tecnico ai suoi utenti e fornisce una connessione Wi-Fi gratuita ad oltre 300.000 utenti ogni mese. L’azienda gestisce inoltre l’elenco di HotSpot gratuiti più completo nel settore, che annovera attualmente più di 20.000 siti nel mondo.

fonte : Key4biz

 


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Roma Caput Media è una due giorni dedicata alle nuove tecnologie per la comunicazione. Appuntamento il 26 settembre

Claudio Leonardi

Roma punta a essere capitale del multimedia, almeno nei giorni 26 e 27 Settembre al Marriott Park hotel, data e luogo in cui si svolgerà la manifestazione Roma Caput Media.
Due giornate di conferenze con oltre 250 relatori raccolti sotto quattro principali eventi, un'area expo comune, che accoglierà circa 150 sponsor, espositori e partner.

Gli eventi raccolti sono
Von Europe Autumn - IV edizione, dedicata ai protagonisti delle telecomunicazioni italiane, europee e mediterranee che si confronteranno sulle nuove prospettive offerte dal VoIP (Voice Over IP, la tecnologia che consente di telefonare via Internet); Il Broadband Business Forum (III edizione ) che porrà al centro i temi del Digital Divide e lo sviluppo di grandi e piccoli agglomerati urbani attraverso il Municipal Wireless; Video on the NET (I edizione), ovvero le nuove frontiere delle TV digitali e web based; Videogov Summit (IV edizione), per la videosorveglianza in ambito pubblico: aspetti tecnologici, sociali, istituzionali, normativi verranno analizzati attraverso case history.

fonte : pcworld.it/

Voice over IP (Voce tramite protocollo Internet), acronimo VoIP, è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un'altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale (PSTN). Ciò consente di eliminare le relative centrali di commutazione e di economizzare sulla larghezza di banda occupata. Vengono instradati sulla rete pacchetti di dati contenenti le informazioni vocali, codificati in forma digitale, e ciò solo nel momento in cui è necessario, cioè quando uno degli utenti collegati sta parlando. Fra gli altri vantaggi rispetto alla telefonia tradizionale si annoverano: minore costo per chiamata, specialmente su lunghe distanze; minori costi delle infrastrutture: quando si è resa disponibile una rete IP nessun'altra infrastruttura è richiesta; nuove funzionalità avanzate; l'implementazione di future opzioni non richiederà la sostituzione dell'hardware. Le conversazioni VoIP non devono necessariamente viaggiare su Internet, ma possono anche usare come mezzo trasmissivo una qualsiasi rete privata basata sul protocollo IP, per esempio una LAN all'interno di un edificio o di un gruppo di edifici. I protocolli usati per codificare e trasmettere le conversazioni VoIP sono solitamente denominati Voice over IP protocols.

Uso di VoIP da parte dei grandi gruppi e delle compagnie telefoniche [modifica] A tutt'oggi le installazioni di reti VoIP in edifici terziari ed abitazioni civili sono poche, mentre le grandi corporation utilizzano sempre più spesso la telefonia IP, realizzando reti telefoniche dedicate per collegare fra di loro le proprie sedi, previa conversione a valle delle stazioni di commutazione dei normali segnali analogici in entrata in pacchetti IP, e viceversa per le comunicazioni in uscita. In questo modo, di fatto, realizzano una rete digitale interna al gruppo, che si presta molto bene ad essere modificata ed adattata per fornire i più disparati tipi di servizi. Ciò si basa anche su una tecnologia emergente, denominata data abstraction, mediante la quale dall'analisi dei dati trasmessi su una linea, è possibile dedurre le caratteristiche del dispositivo che ha stabilito la comunicazione (ad esempio il tipo di display, i pulsanti di comando, ecc.) e di configurare i servizi messi a disposizione in funzione di queste caratteristiche. I centri di assistenza telefonica delle grandi compagnie spesso usano la telefonia IP proprio per sfruttare le possibilità offerte da questa nuova tecnologia. Un altro vantaggio deriva dal poter unificare la tipologia di connessione e di utilizzare in modo ottimale la larghezza di banda disponibile. VoIP inoltre è correntemente usato negli USA per instradare traffico da e per telefoni dalla rete nazionale PSTN (Public Switched Telephone Network). VoIP è anche largamente utilizzato dalle compagnie telefoniche, specialmente nei collegamenti internazionali. Per gli utenti questo utilizzo è completamente trasparente, nel senso che non si accorgono che le loro chiamate sono instradate su una rete IP anziché passare attraverso le normali centrali di commutazione. Telecom Italia, per esempio, instrada su IP una percentuale significativa delle telefonate interurbane fra Milano e Roma (circa il 60%, dato del 2005). Le stesse compagnie utilizzano VoIP per abbattere i costi delle proprie chiamate interne, instradate attraverso la rete dati che collega gli uffici e le sedi interne. Inoltre riducono i costi delle chiamate verso l'esterno trasportandole, via rete, fino al punto più vicino alla centrale di commutazione. Alcune compagnie offrono un gateway (letteralmente via d'uscita) per connettere una rete VoIP alla normale rete commutata. Se si compone un normale numero telefonico, la chiamata viene instradata attraverso la connessione internet alla compagnia che gestisce il gateway, che provvederà ad effettuare il normale addebito del relativo costo. A volte le compagnie telefoniche sono anche proprietarie dirette del gateway, ed in questo modo realizzano un ulteriore risparmio.

Glossario VoIP

Cosa significa "bps"?

Acronimo di Bit Per Second. Si tratta della misura della velocità di trasmissione di dati, viene indicata appunto in “bit per secondo”. Per esempio si possono citare quei modem comunemente chiamati 56k: quel “k” è l'abbreviazione della sigla Kbps (un migliaio di bit al secondo). Le altre unità di misura sono Mbps e Gbps, rispettivamente un milione ed un miliardo di bit al secondo.

Cosa significa "Buffer"?

Un buffer è una zona nella memoria di un pc in cui viene lasciata "in attesa" un'informazione, prima di essere smistata verso il programma che deve utilizzarla.
E' possibile quindi memorizzare in un buffer, anche i pacchetti voce VoIP di una conversazione telefonica via internet, in modo da poterli spedire insieme: ciò migliorerebbe la qualità delle conversazioni, ma creerebbe delle comunicazioni asincrone, facendo aumentare il tempo di latenza (ritardo).

Cosa significa "CDR"?

Sigla che sta per Call Detail Record. Le chiamate VoIP consentono di tenere un registro dei dettagli delle chiamate (CDR): esso serve soprattutto alle aziende per vari motivi, come evitare la perdita dei dati delle telefonate, oppure conservare tali informazione ed anche poterle analizzare da opportuni software.

Cosa significa "CLI"?

Acronimo di Calling Line Identification (identificazione del numero chiamante). È un servizio che permette all'utente che riceve la telefonata di sapere da quale numero essa proviene; tipico dei telefoni cellulari, è attualmente presente anche su molti telefoni fissi e cordless. Il servizio CLI agevola in particolar modo le aziende in quanto consente loro di identificare il chiamante ed inoltrarlo all'interno desiderato. Naturalmente anche con la telefonia via internet si ha la possibilità di avere questo servizio, anche se è stato evidenziato come, tramite VoIP, sia più semplice la falsificazione del CLI. Problema che però, grazie alla sempre maggior diffusione di questa tecnologia e conseguente maggior attenzione posta su di essa, è stato già risolto dalla maggior parte dei provider.

Cosa significa "Client"?

E' uno dei due elementi fondamentali nella comunicazione client-server. Si tratta di processi che dove un processo (client) utilizza dei servizi offerti da un altro sistema.
Navigando in rete si raggiungono server in ogni parte del mondo; i sistemi client-server sono tipicamente di tipo “stellare”, dove cioè molti client utilizzano i servizi (programmi, applicazioni...) di un unico server. Un esempio molto comune sono i client di posta elettronica: questi programmi, dal nostro pc, vanno ad utilizzare applicazioni che risiedono su di un server (ad esempio un comune client di posta elettronica) dislocato su di una qualsiasi macchina nel mondo.

Cosa significa "CoDec"?

Si tratta di un algoritmo usato in particolar modo nella telefonia IP, mediante il quale si "comprime" (code o encode), più o meno intensamente, una sorgente audio / video e con cui la si decomprime (decode) senza perdere una quantità significativa di informazioni.

Cosa significa "Criptazione"?

Tecnica di codifica dei dati che limita l'accesso agli stessi da parte di estranei o di utenti senza autorizzazione. In una comunicazione via rete (di qualunque tipo essa sia) questo metodo per “criptare” i dati, garantisce la privacy. Nel caso specifico di una telefonata via internet VoIP ogni singolo pacchetto voce viene criptato, passato attraverso la rete per mantenerne la privacy, ed infine viene “decriptato” (procedimento inverso) per poter essere correttamente ascoltato e compreso dall'interlocutore.

Cosa significa "Gateway"?

Letteralmente si traduce con le parole “ingresso” o “passaggio”: si tratta di un sistema che gestisce la comunicazione tra reti, regolando il flusso di dati in transito, instradandolo in alcuni casi verso altre reti, oppure verso altri gateway. Nella telefonia via internet, il gateway ha il compito di regolare il transito dei pacchetti voce.

Cosa significa "H323"?

H323 è il nome di uno standard definito da ITU-T che specifica i componenti, i protocolli e le procedure che consentono di fornire servizi di comunicazione multimediale in tempo reale con audio, video e trasmissione dati su reti a pacchetti, incluse le reti basate su protocollo IP (Internet protocol).

Cosa significa "ITSP"?

La sigla ITSP è l'acronimo di Internet Telephony Service Providers, ovvero quelle compagnie che vendono servizi telefonici basati su tecnologia VoIP. Esse danno quindi la possibilità ai propri clienti di effettuare telefonate tramite la rete Internet.

Cosa significa "Jitter"?

La traduzione letterale è "distorsione" o "tremolio". In effetti è un fenomeno che causa delle distorsioni di un segnale digitale. Per quanto riguarda la telefonia, il fenomeno del Jitter è inerente all'audio e comporta rumori indesiderati all'interno di un file audio od anche perdita di parte dei dati mentre vengono trasmetti nella rete.
Nelle chiamate VoIP questo fenomeno implica l'arrivo a tempi differenti dei pacchetti voce, provocando disturbi e problemi di sincronia durante le telefonate. E' possibile ovviare al problema usando un buffer apposito (trovate la definizione in questa sezione), chiamato appunto "Jitter buffer": è molto importante disporre con attenzione la dimensione di questo spazio, onde trovare un compromesso tra qualità audio e sincronia della chiamata.

Cosa significa "Latency"?

La Latency (in italiano latenza od anche ritardo) consiste nel tempo che intercorre tra l'emissione di un suono e la sua percezione da parte dell'interlocutore: una latenza fino a 180 millisecondi è considerata accettabile, affinche sia possibile condurre una normale conversazione telefonica, anche se la latenza a cui si è abituati nei sistemi telefonici tradizionali è inferiore agli 80 millisecondi.

Cosa significa "LCR"?

Acronimo di Least Cost Routing (letteralmente “smistamento di chiamate economiche”) consiste nell'instradamento delle telefonate in arrivo verso l'operatore più conveniente, a seconda dell'orario e della tipologia della chiamata. E' una soluzione utilizzata più dalle aziende che dai privati, disponibile in un qualsiasi centralino che sfrutta la Voice Over IP.

Cosa significa "MOS"?

Acronimo di Mean Opinion Score, indica la qualità di una telefonata rilevata dall'utente finale. Simile al PESQ.

Cosa significa "PBX"?

Acronimo di (Private Branch eXchange), sta ad indicare un centralino telefonico (exchange) per uso privato. E' un sistema di comunicazione utilizzato generalmente nelle aziende per effettuare chiamate interne ed esterne. Può essere sostituito dal termine PABX, dove la 'A' sta per automatico, ma siccome tutti i centralini al giorno d'oggi sono automatici, i due termini vengono utilizzati per indicare lo stesso dispositivo.
Con l'avvento dei servizi VoIP sono nati degli appositi centralini PBX per telefonia via internet che integrano questa tecnologia: essi sono collegabili sia alla rete che a linee analogiche e provvedono a smistare sia le chiamate da e verso la rete, che quelle da e verso i telefoni tradizionali.

Cosa significa "PESQ"?

Sigla che indica Perceptual Evaluation of Speech Quality, tradotto letteralmente con "valutazione percettiva della qualità della discussione", intende (come l'acronimo MOS) un giudizio sulla qualità della telefonata dato da colui che la effettua.
Viene utilizzato dagli operatori telefonici VoIP per testare la qualità del loro servizio.
Per le telefonate da internet il problema della qualità è decisamente più sentito rispetto alla telefonia tradizionale; chi offre servizi VoIP infatti, deve garantire la miglior qualità possibile della telefonata: per farlo le compagnie telefoniche devono aver la certezza che vi sia una certa quantità di banda sempre disponibile, in modo tale da evitare il verificarsi di latenze, ritardi o disturbi nella conversazione che indiscutibilmente ne peggiorano la qualità. Vi sono strumenti oggettivi che forniscono l'indice PESQ (sottoforma di un valore compreso tra 0 e 5) di una conversazione telefonica, dando la possibilità ai gestori di modulare al meglio la qualità del servizio offerto.

Cosa significa "Provider"?

Dall'inglese “fornitore”, è detta provider quella società che fornisce un servizio a terzi. Solitamente il termine indica gestori internet (noti provider sono ad esempio Telecom, Tiscali, Libero); provider VoIP invece, sono le società che forniscono servizi di telefonia dalla rete.

Cosa significa "PSTN"?

Acronimo di Public Switched Telephone Network, ovvero il sistema di telefonia internazionale basato sui tradizionali dopppini di rame pesnati per trasportare la voce in modalità analogica. Questo sistema si contrappone ad i nuovi sistemi basati su tecnologie digitali, come ad esempio l'ISDN. Il servizio telefonico fornito sfruttando il sistema PSTN viene chiamato POTS (Plain Old Telephone Service, ovvero Servizio di Telefonia Tradizionale).

Cosa significa "QoS"?

QoS è l'acronimo di "Quality of Service", ovvero "Qualità del servizio", un espressione tesa a sottolineare la capacità di un'apparecchiatura di garantire un determinato livello qualitativo: nello specifico del Voice over IP la gestione della qualità del servizio viene garantita dalla prioritizzazione del traffico voce rispetto ad altre tipologie di traffico, garantendogli una banda sufficiente ed una latenza accettabile.

Cosa significa "RTG"?

E' l'abbreviazione di Rete Telefonica Generale, sinonimo di PSTN.

Cosa significa "SIP"?

Acronimo di Session Initiation Protocol, è un protocollo per la trasmissione di segnali vocale su rete, adatto per creare conferenze multimediali, notifiche eventi e consentire la gestione di messaggi istantanei. È oggigiorno il protocollo più usato per il Voice Over IP, e con il tempo rimpiazzerà il protocollo H.323.

Cosa significa "SOHO"?

Small-Office, Home-Office. Distingue una categoria di mercato formata da piccole (small) aziende, professionisti e quei lavoratori che svolgono la loro attività da casa (home). Sono molti quei provider VoIP che, conseguentemente all'aumento di richieste VoIP da parte dei SOHO, stanno creando servizi studiati appositamente per soddisfare le loro esigenze.

Cosa significa "TDM"?

Acronimo di Time Division Multiplexing ("multiplazione" a divisione di tempo); si tratta di un sistema mediante il quale in un canale di comunicazione viene condiviso da vari utenti: ognuno di essi ottiene a turno la possibilità di utilizzare completamente il canale per un lasso di tempo definito ed identico per gli utenti. I vantaggi che ne derivano sono soprattutto economici in quanto anzichè realizzare numerosi canali di comunicazione con poca capacità, ne viene realizzato solamente uno ma con capacità molto elevate; grazie alla tecnologia TDM si "divide" questa capacità tra tutti i pc collegati.
Il Time Division Multiplexing viene utilizzato dagli operatori di telefonia VoIP, in quanto garantisce la stabilità della capacità di trasmissione di ogni singolo utente connesso.

Cosa significa "VOIP"?

E' l'acronimo di Voice Over IP, ovvero il passaggio della voce su rete dati IP, ed è più o meno propriamente utilizzato per indicare le comunicazioni vocali che avvengono attraverso reti dati di qualsiasi genere.

Cosa significa "VPN"?

Acronimo di Virtual Private Network, che si traduce in (rete privata virtuale); viene così definita una rete virtuale, che sfrutta internet per trasmettere dati e comunicare, senza essere “pubblica”, ma riservata ad un numero ristretto e limitato di utenti. Le comunicazioni e gli scambi di dati tra gli utenti stessi sono criptati per garantire la riservatezza, così come l'accesso alla VPN, che è chiuso ed ha il controllo su tutti gli accessi.

Cosa significa "Wi-Fi"?

E' l'abbreviazione delle parole “wireless” e “fidelity”, che letteralmente significano “fedeltà senza fili”. La tecnologia wi-fi permette tipicamente di collegare un computer alla rete internet senza l'utilizzo di fili: sfrutta onde radio a velocità elevatissime, da 11 a 54 megabit al secondo. Un pc wi-fi può collegarsi ad internet connettendo il proprio apparecchio in delle apposite zone dette “hot spot”. Queste si stanno diffondendo di pari passo con la tecnologia wi-fi, soprattutto in luoghi con alta affluenza di persone come aeroporti, stazioni, hotel ecc...

Cosa significa "Wireless"?

Parola composta dall'unione di “wire” che vuol dire “filo” e “less” che intende “in maniera minore”. La traduzione più o meno letterale significa semplicemente “senza filo” e nel mondo dell'IT indica una caratteristica di un prodotto o di una tecnologia: i dispositivi wireless comunicano tra loro sostituendo al filo le onde radio, i raggi infrarossi o laser. Mouse e tastiere wireless sono all'oggi molto diffuse anche sui pc per uso domestico

Fonte: voipping.com

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