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Ancora guai per Explorer 6

Nuove falle nel vecchio ma ancora usato software di Microsoft. Problemi reali o guerra per il dominio del settore? Nei giorni in cui si può scegliere il programma per navigare su Windows i dubbi sono autorizzati. Cosa fare per non rischiare

NEANCHE il tempo di festeggiare i 25 anni del suffisso ".com", che in questi giorni compiono il loro primo quarto di secolo, che arrivano nuove minacce sul fronte della sicurezza dei browser che ogni giorno milioni di utenti utilizzando per navigare pei perigliosi flutti del web. Gli ultimi avvisi riguarderebbero altre falle nell'ormai vetusto eppure ancora molto diffuso Internet Explorer 6. Un browser che Google ha deciso di non supportare più, assieme alle versioni di Firefox antecedenti alla terza generazione. La sicurezza del proprio sistema è importante, spesso più delle prestazioni: il software per utilizzare internet è particolarmente incline all'obsolescenza, e se il proprio hardware lo permette, aggiornare il browser è una delle pratiche basilari per garantirsi un po' di pace mentale.

Il ballot screen. Però, il numero di allarmi su questa o quella falla e gli avvisi di permeabilità di questo o quel browser da un po' di tempo a questa parte è diventato fin troppo consistente. E viene da pensare che molte di queste sirene suonino per accompagnare l'arrivo del ballot screen su Windows, ovvero la schermata di selezione del browser che Microsoft ha dovuto inserire nel suo sistema operativo, su direttiva Ue. Insomma mentre prima Windows, che è il sistema operativo più diffuso del mondo, offriva la sola possibilità di navigare con Explorer, adesso è "obbligato" - per gli utenti europei - a suggerire altri possibili browser all'utente. Che potrebbe scegliere di non utilizzare la soluzione Microsoft ma orientarsi invece su Firefox, Chrome, Opera, Flock, Maxthon o uno degli altri browser web disponibili per Windows

Il dubbio. E qui inizia la tenzone: se c'è da erodere una quota di mercato, ogni mezzo è lecito. D'altra parte le voci si spargono in Rete in tempo reale e denunciare una falla in Opera 10 piuttosto che un'instabilità in Firefox o una breccia aperta in Explorer è questione di attimi. Spesso bastano per spaventare un utente e convincerlo a cambiare browser. Certo, finora, a giudicare dal numero residuo di utenti del decrepito Explorer 6, le strategie non hanno pagato. Ma è proprio adesso che la battaglia si accende, dopo il semaforo rosso istituzionale allo strapotere di Microsoft sui sistemi Windows

Cosa fare. Mantenere aggiornato il proprio computer è fondamentale, soprattutto se si fa un uso intenso della Rete. Se l'hardware è vecchio ha poca importanza: i browser sono programmi studiati per funzionare agilmente anche su piattaforme non più recentissime. Certo affrontare il web di oggi con Windows 95 non è il massimo.
Nonostante gli allarmi siano molteplici, vale la pena ricordare che quando a questi si accompagna un'effettiva falla o vulnerabilità del browser, in genere l'intervento dello sviluppatore è tempestivo, proprio per evitare la transumanza degli utenti verso un software concorrente.

Quello che conviene fare è tenere installati almeno un paio di browser diversi. Non serve averne dieci, ma tre-quattro sì, anche perché importare le proprie preferenze e segnalibri da uno all'altro è operazione semplice, spesso automatica. Tenere il sistema protetto con opportuni antivirus-antispyware e programmi di pulizia è fondamentale, e soprattutto, vale la pena di vincere la pigrizia e eliminare una volta per tutte software obsoleti. Pensati e realizzati quando i pericoli per i naviganti del web non erano quelli di oggi. I malintenzionati puntano proprio sulle vecchie versioni dei programmi, meno corazzate delle attuali, per entrare nei sistemi altrui. Navigare con una bagnarola del web, anche con tutte le toppe e le riparazioni del caso, ha una forte componente di rischio: i pirati sanno benissimo dove puntare i siluri, e il bottino dei dati personali di ognuno fa gola a molti.




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