Ancora un attacco informatico al sito di Poste Italiane ?

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Ancora un attacco informatico al sito di Poste Italiane ? oggi è impossibile accedere sul sito delle poste . Forse Gli hacker hanno ancora attaccato il sito delle poste ? Da qualche ora è impossibile accedere al sito .

L' 11 ottobre, 2009 ricordiamo l' attacco informatico al sito di Poste Italiane , nella home page invece della consueta schermata è comparsa la scritta "Hacked". Gli hacker hanno anche scritto un messaggio in cui allarmano i correntisti sulla sicurezza dei loro dati. Ma Poste Italiane ha fatto sapere che non c'era stata nessuna conseguenza per il database e le informazioni sensibili.

 

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I prezzi ufficiali delle prime TV 3D di Sony

Come ci si aspettava, non sono proprio da discount dell'elettronica. Il 3D è una bella scommessa

La vendita delle prime TV 3D a marchio Sony avrà inizio il 10 giugno, almeno in Giappone. Dopo pochi giorni, la distribuzione dovrebbe estendersi all'intera rete mondiale. Non solo, è imminente il rilascio dell'aggiornamento firmware gratuito che renderà la PlayStation 3 compatibile con i titoli codificati in 3D.
 
I primi due kit sul mercato, saranno rappresentati da TV con diagonali da 40 e 46 pollici, in abbinamento, ciascuna, a due paia di occhiali 3D (al centro del dibattitto, come "deterrente" all'esplosione definitiva del 3D)
Il prezzo? 290.000 yen (2.376 euro) per il primo, 350.000 yen (2.868 euro) per il secondo. A luglio sarà poi la volta di sei ulteriori kit, con TV di ampiezza compresa fra 52 e 60 pollici, quattro dei quali vendute senza occhiali e senza trasmettitore a infrarossi, necessario quest'ultimo a sincronizzare le speciali lenti con la TV.

Le TV Bravia 3D di Sony (e gli occhiali necessari per ottenere la profondità delle immagini)

Il modello più economico, da completare con gli occhiali (12.000 yen ovvero 98 euro) e con il trasmettitore (5.000 yen, 40 euro), avrà un prezzo di 220.000 yen (1.800 euro). Si tratta comunque di prezzi di listino, forse più alti di quelli che i diversi rivenditori on-line proporanno, di fatto, ai loro clienti.
 
Ogni TV sarà poi dotata di un convertitore 2D/3D in grado di operare in tempo reale, trasformando quindi le immagini classiche in due dimensioni in immagini tridimensionali, "interpretabili" dagli occhiali. Una tecnologia che, a detta degli sviluppatori Sony, funziona già molto bene, soprattutto con le immagini in movimento.
 
Alle prime mosse di Sony, seguiranno le strategie dei diversi competitor, come Panasonic, Samsung ed LG, tutt'altro che indifferenti al mercato del 3D. Panasonic, per esempio, ha già pianificato le vendite dei suoi primi modelli mediante gli store Best Buy americani, mentre diversi rivenditori sono in attesa dei primi modelli firmati Samsung.
Sony, dal canto suo, punta molto su questo nuovo business, tanto da sperare di vendere entro la fine del 2010 ben 2,5 milioni di kit 3D, fatturando circa il 10% del totale.

fonte : .pcworld.it



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Facebook, il giallo degli inizi " Zuckerberg ha rubato l'idea "

Una storia misteriosa alle origini del social network più utilizzato del mondo. Sullo sfondo, presunti furti di idee e violazioni di mail. Coperte con 65 milioni di dollari

Mark Zuckerberg

CHE IDEA, Facebook. Il social network basato sugli elenchi universitari creato dal giovanissimo Mark Zuckerberg ha raccolto in pochi anni di esistenza milioni di utenti (e di dollari). Attraverso un sito lineare, pulito e facile da utlizzare, in cui Zuckerberg si è limitato a raffinare l'idea delle catene umane e degli indirizzari universitari (i 'face book, appunto) per mettere in contatto persone che si conoscono, perse di vista o anche perfetti sconosciuti. Un'idea così immediata che sembra strano non fosse venuta a qualcun altro prima. E forse è proprio così.

Il blog Business Insider ha pubblicato in questi giorni di presunti comportamenti non propriamente puliti di Zuckerberg risalenti al 2004, poco prima dell'esplosione di Facebook. Secondo le accuse, il giovane informatico avrebbe creato il social network utilizzand idee e codice da un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, poi diventato ConnectU. Non solo: Zuckerberg avrebbe anche violato gli indirizzi mail di alcuni giornalisti che stavano indagando sulle sue attività già sospette al tempo. Secondo l'indagine infatti, Zuckerberg avrebbe approcciato il team di lavoro di ConnectU ottenendo l'accesso al loro codice con l'intento dichiarato di collaborare con loro. Mentre di fatto, secondo le accuse, stava mettendo in piedi la struttura di quello che poi sarebbe diventato il fenomeno Facebook.

Zuckerberg avrebbe quindi saputo che alcuni giornalisti della gazzetta universitaria si stavano interessando alle sue presunte manovre, e a quel punto avrebbe tentato di violare, riuscendoci in un paio di casi, le loro caselle di posta elettronica. Per ottenere accesso a informazioni e dati sensibili da usare, eventualmente, per screditarli in
pubblico.

Facebook al momento respinge le accuse, definendole ?vecchie? e non provenienti da fonti attendibili oltre che anonime. E però resta un dato nero su bianco: la somma di 65 milioni di dollari transitati dai conti di Facebook a quelli di ConnectU. Versati da Zuckerberg forse per coprire col denaro i fatti accaduti tra quei server universitari, forse per acquistare regolarmente del codice poi utilizzato. Questo probabilmente non lo sapremo mai, ma quello che rimane ha tutte le caratteristiche di una storiaccia molto poco ? social?

fonte : repubblica.it

 

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Portable Apple QuickTime Pro 7 ITALIAN





DESCRIZIONE :
vi piace guardare un film a schermo pieno ? Registrare i vostri trailer cinematografici preferiti sul computer per rivederli quando vi va ? Creare splendide presentazioni a diapositive complete di colonna sonora per parenti e amici ? Registrare podcast audio e condividerli con il resto del mondo ?
QuickTime Pro 7 vi permette di fare tutto questo e tanto altro. Disponibile per Windows, QuickTime 7 Pro è la soluzione perfetta per chi ama guardare, registrare, creare o condividere contenuti multimediali di alta qualità.

FONTE : Spillo54-Club

DOWNLOAD :
http://www.megaupload.com/?d=QFRNXZJ5

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Modelli Fatture con Excel 2.0

Un semplice modello di fattura che permette di compilare il documento utilizzando anagrafiche clienti e prodotti tramite Excel

Modelli Fatture con Excel è uno strumento gratuito per comporre rapidamente la fattura commerciale direttamente tramite Excel. Il modello è composto da tre fogli di lavoro che includono la maschera per la compilazione della fattura e le anagrafiche Clienti e Prodotti. Queste ultime possono essere richiamate tramite un menu a tendina e inserite velocemente in fattura compilando automaticamente i campi secondo i dati in anagrafica.

Modelli Fatture con Excel è un'applicazione liberamente scaricabile e utilizzabile senza limitazioni. Si tratta di uno strumento pratico e dall'uso immediato pensato per chi necessita di comporre poche fatture e in modo sbrigativo senza l'apporto delle funzioni avanzate di un vero gestionale. Come misura di protezione ulteriore i fogli di lavoro sono inizialmente protetti da una password vuota per evitare modifiche indesiderate alle formule inserite nelle celle. Per rimuoverla basta semplicemente accedere al menu Strumenti.

É disponibile in alternativa un altro modello per fattura dello stesso autore, che prevede una procedura di compilazione priva del menu a tendina. Entrambi i modelli sono gratuiti e utilizzabili a piene funzioni.

 
 
 
Compatibilità: Windows 9x-ME-2000-XP-Vista
 
Software-house: Marco Barontini
 
Download: 00
 
Licenza: Freeware
 
Lingua: IT
 
Dimensione file: n.d.
 
fonte : download.pmi.it

 
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la chat di FaceBook con Microsoft Messenger

C’è un modo molto semplice per fare interagire e integrare la chat di FaceBook con Microsoft Messenger.

È sufficiente utilizzare un plugin studiato appositamente per Live Messenger che si chiama Messenger Discovery e che permette di far funzionare la chat di FaceBook dentro la chat di Msn. Il plugin in questione è gratuito e, una volta installato, occorre riavviare il client Microsoft per poter applicare le modifiche legate all’integrazione di FaceBook in Messenger. La prima cosa da fare è procedere all’installazione del plugin che potete scaricare qui. Una volta completata la procedura di setup e riavviato Live Messenger clicchiamo sull’icona Messenger Discovery in basso a destra, selezioniamo la voce General Setting e successivamente FaceBook.

Spuntiamo le opzioni : Enable Facebook integration, Show emoticons in instant…, Automatically sing me when… A questo punto non ci resta che inserire username e password che utilizziamo per connetterci a FaceBook.

Sempre dalla stessa finestra, selezioniamo la scheda Account e digitiamo i dati che ci vengono richiesti.

Una volta terminata la procedura facciamo clic su Apply e poi su Ok. Riavviamo nuovamente Messenger per terminare la configurazione di Messenger Discovery. A questo punto vedremo magicamente comparire la lista di tutti i nostri amici di FaceBook online pronti per essere contattati tramite chat dall’interno di Messenger.

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Vederle tutte le partite su internet in diretta streaming.

partite gratis

Rojadirecta è un servizio online che ti permette di guardare tutte le trasmissioni di sport del mondo, il tutto gratis e ad alta qualità.

In giro per il web ci sono tanti siti che permettono di vedere la tv in streaming ossia in diretta web, e la funzione di Rojadirecta è quella di accumulare tutte le tv che trasmettono in streaming e di metterle a disposizione dei visitatori.

Collegati sul sito di Rojadirecta, nella pagina che si apre troverai tutte le partite che puoi vedere sul sito. Troverai partite di calcio, di basket o qualsiasi altro sport; basta scrivere il nome della squadra e ovviamente anche la squadra avversaria (esempio. Stoke City  – Manchester City) e rojadircta cerca nella propria directory servendotela bella e pronta da gustare!

Tu non devi far altro che cliccarci sopra e si aprirà un menù a tendina dove sono presenti tutte le tv che trasmettono quella determinata partita, puoi provarle clicando sopra la voce Play.

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Nuovo Baco Microsoft: non premete F1 su Internet Explorer

Se usate Internet Explorer con i seguenti sistemi operativi: Win 2000, Windows XP Windows Server 2003 non premere mai il tasto F1 specialmente se un sito web vi chiede di farlo durante la navigazione con Internet Explorer.
La stessa Microsoft spiega che c’è il rischio che dietro a tale richiesta si celi un attacco mirato ad ottenere il controllo del PC, a rendere pubblica tale falla è stata la iSEC Security Research lo scorso venerdì.
Il bug dipende infatti dai file help (*.hlp) e dal programma che gestisce i VBScript lanciati con Internet Explorer.
Immuni da tali Bag sembrano essere i nuovi sistemi operativi Microsoft, ovvero Vista e Seven (se volete potete storcere il naso), per fortuna a breve a detta della Microsoft arriverà la patch per sistemare questo “piccolo” errore contenuto in Internet Explorer.

La vulnerabilità - un baco di VBScript - è stata scoperta nei giorni scorsi e ora segnalata ufficialmente da Microsoft, in attesa del rilascio della patch, forse già per il patch day previsto per il 9 marzo.

L'avviso invita dunque a non dare ascolto ad eventuali "inviti" web a ricorrere all'Help di Windows, poichè questo potrebbe consentire agli hacker di "aprirsi un varco" e penetrare nel pc tramite codice infetto, che si scaricherebbe non appena digitato il tasto F1.

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Ecco Bad Company missione fantasma

Ecco Bad Company missione fantasma
L'INIZIO è promettente, alla Lost o forse alla X-Files. Racconta di una missione fantasma alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con un manipolo di soldati americani che viene mandato oltre le linee giapponesi. Devono catturare uno scienziato che sta lavorando a un'arma misteriosa custodita su un'isola del Pacifico, la risposta all'atomica americana. I quattro riescono nella missione, ma l'arma segreta viene attivata e l'isola scompare sotto un gigantesco tsunami inghiottendo tutti.

Anni dopo, e siamo ai nostri giorni, la Bad Company inciampa sulle tracce di quella stessa misteriosa arma e, per capire chi c'è dietro e chi la sta assemblando, verrà mandata sotto copertura in giro per il mondo in 11 diversi luoghi. Insomma, nulla di davvero nuovo nel campo dei cosiddetti "sparatutto" in prima persona. Tanti mezzi e armi a disposizione, una buona modalità online, ma niente che davvero lasci una traccia malgrado dietro questo gioco ci sia una software house capace come la Dice.   
 
 

fonte : repubblica.it

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Condannati dirigenti Google

E' il primo procedimento penale che vede imputata la società Usa per la pubblicazione di contenuti sul web
Disabile picchiato e filmato condannati dirigenti Google

MILANO
- Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione con la condizionale. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto. Si tratta del primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web. Durissima la reazione della società Usa: "Un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet" spiega il portavoce di Google, Marco Pancini.

I dirigenti coinvolti sono David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italy ora senior vice presidente, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy ora in pensione, e Peter Fleischer, responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. I tre sono stati condannati per il capo di imputazione di violazione della privacy, mentre sono stati assolti per quello relativo alla diffamazione. Per lo stesso motivo è stato assolto  Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, cui veniva contestata la sola diffamazione. Nei loro confronti l'accusa aveva chiesto pene comprese tra 6 mesi e un anno di reclusione.

Il video venne girato a fine maggio 2006 e caricato su Google l'8 settembre, dove rimase online due mesi, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso. Totalizzando 5500 contatti. Nel filmato si vedono una decina di compagni di classe che stanno a guardare, mentre uno dei ragazzi indagati sferra qualche pugno e qualche calcio al compagno disabile, un altro è intento a riprendere la scena con la telecamera, un terzo che disegna il simbolo "SS" sulla lavagna e fa il saluto fascista. Il ragazzo aggredito rimane immobile. Al giovane disabile vengono anche tirati oggetti e per ripararsi lui perde gli occhiali e si china a cercarli affannosamente. Nell'indifferenza del resto della classe.

Nel corso del processo i legali del ragazzino disabile avevano ritirato la querela nei confronti degli imputati. Nulla di fatto per il comune di Milano per l'associazione ViviDown che si erano costituite come parti civili. La loro posizione era legata al reato di diffamazione per cui gli imputati sono stati assolti.

"Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente, dal momento che i nostri colleghi non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato - dice il portavoce di Google - se questo principio viene meno, cade la possibilità di offrire servizi su internet".

Opposta la reazione di pm milanesi. "Con questo processo abbiamo posto un problema serio, ossia la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa" affermano il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e il pm Francesco Cajani.

Nell'annunciare l'intenzione di appellare la sentenza di condanna, i legali dei dirigenti condannati, Giuseppe Bana e Giuliano Pisapia, affermano che "Google si è comportato correttamente, perché non aveva alcun obbligo di controllo preventivo sui video e i messaggi messi in Rete, mentre invece dal momento in cui è stato informato di quel filmato ignobile l'ha subito eliminato". "Non ci sono né vinti né vincitori", aggiungono i legali, che poi interpretano l'assoluzione dall'accusa di diffamazione come "la non esistenza dell'obbligo giuridico di controllo preventivo da parte di Google su cosa viene messo in Rete".

fonte : repubblica.it

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